ieri sera sono stata nell'unico centro sociale di una cittadina di provincia del nord italia. Ci saranno state una trentina di persone, la maggior parte ragazzi sui vent'anni, una manciata di gente più grande. Femmine poche, due e poi tre, assieme, in due capannelli. E due ragazzine, impacciate e troppo in tiro. I maschi appoggiati contro il palco. La stanza è un rettangolo, molto spoglio, nè murales di qualtà, nè adesivi o manifesti, niente di gusto o vivo. TRa poco suoneranno, genere punk melodiko rock mi hanno detto. Un lato corto del rettangolo è occupato dal palco. Aspettando l'inizio del concerto i ragazzi stanno lì appoggiati, fanno canne, bevono birra. Sento bestemmiare in continuazione, è un modo una moda un intercalare.
ieri hanno sgombrato il centro sociale Conchetta a Milano e dicono che il prossimo è il Pergola. Cinque anni di berlusconi, dieci anni.
La provincia o ovunque non importa. qualcuno dice adesso o mai più. intanto vedevo: ma che ci rimane in questa città? ma che fanno a sedici diciassette anni per le strade fredde, tra le vetrine e i bar, è tutto veramente ben organizzato. Nelle case attorno al tavolo le famiglie mangiano. non ci sono più campi dove perdersi di notte, o latrine oscure nelle strade per respirare all'ombra la propria fuga. altro che agro aversano, cammina di notte nelle vere terre di nessuno, quei mostri che vedi dalla tangenziale: grandi tubi azzurri salgono dalla terra e si aggrovigliano in una massa alta come una collina, avvolta da fumi sparati col neon. e poi strade e strade tra capannoni e distese di cemento deserto, neanche un cane alla catena. i fiumi sono morti, i gamberoni di acqua dolce accanto ai vasi greci.
finalmente suonavano, non sapevo che pensare quando è entrato giovanni il matto, qui è un posto dove possono entrare tutti. cosa ci vuole in una città? ripartiamo da zero adesso o mai più mettiamoci a sognare e a fare adesso sono così organizzati che solo umile dada può umile DADA ha già fatto, mettere in giro figure gesti frasi modi e modelli popolare il mezzo cioè l'aria o l'acqua della bolla in cui siamo tut immersi, questo conviene. pretendere che in città ci sia ciò che ci deve essere.
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