ieri al cassiopeia vista la hall per gli allenamenti di skateboard, bimbi e adolescenti accompagnati dai genitori nell éx complesso industriale strapieno di graffiti e angoli, li lasciano li, dai 5 ai 15 anni nella stanzona con le strutture di legno, half pipe, ringhiere, salti tutto. al baretto noleggiano caschi e skates. e anche in giro per la cittä, tra i condomini parchi e parchetti con giochi molto belli. a proposito del bambino e la cittä. sono avanti.
"Insomma, se i giornali fossero scritti da persone il cui solo scopo nello scrivere fosse quello di dire la verità sulla politica e la verità sull’arte, noi non crederemmo nella guerra e crederemmo nell’arte". Le tre ghinee, V. Woolf
lunedì 29 dicembre 2008
venerdì 19 dicembre 2008
in carrozzella fino a roma
anni anni fa feci un annetto scarso di psicoterapia con uno psikiatra perchè....mi piaceva stare chiusa in casa mangiando a gattoni con la bocca da una scatoletta di tonno e rotto il telefono ringhiare contro chi mi venisse a cercare in particolare coloro i quali mi avevano commissionato lavori e volevano poi i loro maledetti lavori scritti con codici arroganze e misure che non potevo dare se non perdendo l'anima (cosa è l'espressionismo, vedi tu...) e dunque per riprendere posizione eretta andai per sbaglio da sto vecio psikio che mi dette una droga buonita che innaffiai di vini copiosi e anzi appena in piedi andai a niuyork tre splendide settimane coi miei amichetti e la mettemmo a soqquadro, sempre bagnando elopram nel vino. quando decisi di mettere fine a quella visita nello studio di cui nulla ricordo se non a) porta che si apre si chiude si apre doppia porta mai capito, chi non dovevo vedere???!! B) splendida conchiglia sbalzata bassorilevata oh poesia commovente di luce rosa salita dal mare ornata di sogno e finita laddentro!
insomma misi fine e non so se mi abbia o non abbia fatto algo ma quando gli dissi gentil dottor P io smetto non vedo senso e poi lei preferisce parlare di libri con me piuttosto che dei grandi lombrichi di dune che mi ravagliano il profondo egli impavonazzò e s'alterò e perse la sua grand borghese compostella e maledì:
è come voler andare a roma in carrozza quando hanno già inventato il treno
Ora dopo tanti anni penso, non era in fondo una vera maledizione, c'è una stancante poesia nel viaggio fuori tempo chissà questa è la vera avventura crto non sapevo che procurarsi una carrozzella con due ruote e un seggiolino e domare un sauroasinino potesse essere dura, il viaggio è lungo speriamo....
insomma misi fine e non so se mi abbia o non abbia fatto algo ma quando gli dissi gentil dottor P io smetto non vedo senso e poi lei preferisce parlare di libri con me piuttosto che dei grandi lombrichi di dune che mi ravagliano il profondo egli impavonazzò e s'alterò e perse la sua grand borghese compostella e maledì:
è come voler andare a roma in carrozza quando hanno già inventato il treno
Ora dopo tanti anni penso, non era in fondo una vera maledizione, c'è una stancante poesia nel viaggio fuori tempo chissà questa è la vera avventura crto non sapevo che procurarsi una carrozzella con due ruote e un seggiolino e domare un sauroasinino potesse essere dura, il viaggio è lungo speriamo....
Roma
Poi dopo torino c’è stata pavia. La casa sta crollando, il pavimento si è piegato a schiena d’asino, le crepe nel muro allargano. L’appartamento sotto è disabitato così dalle sconnessure dell’asino soffiano lame di vento freddo. La stufa a gaz non regge la fiamma pilota e noi abbiamo freddo. Bisogna cambiare casa.
Piscina piscina piscina. Se nuoti tirando fin quando i pensieri ti scorrono via fino alla punta dei capelli e poi lungo la schiena li lasci indietro con qualche pelo e gocce di moccio alla fine tu mentre ti senti un fuso che galleggia e solca veloce, tu puoi vedere le visioni.
Poi sono partita. Roma.
In treno solo sonno solosonno e a tratti pagine dallo straniero da cui vedi che brizzi e lucarelli hanno fatto romanzi ambientati nelle nostre colonie d’allora, rimosso che bussa ed entra nella forma sovra individuale di coscienze sporche. E poi belle analisi su bologna. Bologna merda e analisi di poteri.
A roma ho un’amica di nove anni, ovvio che è la figlia di amici se no che senso avrebbe. È stato bello andare a comprare le sigarette per sua mamma da sole, lei ha perso il bottone dei pantaloni e così camminavamo con le mani in tasca, come due teddy girl due ragazze dure così mai viste per via è stato bello.
A roma ho visto la mostra del bellini perché lo desideravo moltissimo e facevo bene infatti i quattro angeli che lo sorreggono, o la pelle candida tirata in croce contro un cielo di azzurro e rosa lontano, o piangono madonna e giovanni a fianco di lui ormai rapito o ancora i vecchi con gli occhi saettanti contro te che guardi e non capisci quanto l’infante…bello!!!!!!!!!!!! E che altro? Come può essere così bella roma, è davvero la più bella delle città del mondo.
A me è piaciuto andare alla scuola di marco, scuola d’italiano per rifugiati politici e stranieri, a vedere la lezione e poi a capire che devo tornare per parlare con marco del metodo e del modo, di come usare la chiave montessori e l’organizzazione del lavoro perché vedi c’era un cerchio di trenta persone e solo tre donne, da ogni parte e le parti sono: Afganistan, bangladesh, Kurdistan, sudan, eritrea, somalia, tibet e perdono per chi non so, e si viene da lontano con difficoltà per bere il tè e poi faticare qualche ora a imparare la lingua del paese dove sei ora e si sa che per imparare ci vanno certe condizioni, per imparare presto e bene, non seme secco ma fecondo ci vuole un metodo e un luogo e anche un sentimento ma ci va sapere per allestire tutto questo a fare la scuola come scuola positiva.
Quindi prima si fa un cerchio e poi due giochi un gioco è con le mani che passi veloce il battito nel cerchio, un altro gioco e andare avanti a balzi verso il centro per la caccia al leone e non credere che gli uomini che dall’alba strappano alla vita il permesso di venire alla scuola a imparare non gli serva dieci minuti giocare dato che ciò crea un’armonia e un benessere con chi ti circonda poi nel lavoro che acquieta la tempesta rumorosa che fa il bisogno nelle orecchie altrimenti col ruggito nelle orecchie della necessità come faresti ad ascoltare le cose nuove che devi imparare. Dopo i giochi ci sono delle canzoni, quattro cnque cantano brevemente un pezzo di canto nella loro lingua, poi questa poesia finisce e ci si siede e ci danno una poesia, un albero nudo fuori dalla mia finestra solitario alza nel cielo freddo i suoi rami marroni e il vento forte, la neve il gelo non possono ferirlo e poi la poesia prosegue e molto e molto ci abbiamo sudato il maestro conduceva e tutti chi sa una parola chi dieci chi venti chi nulla si è fatta questa fatica di vita alla fine la sapevamo pure a memoria e imparo che ci devo tornare quando non è prossimo il natale e si dividono in gruppi e oltre a questo lavoro c’è quello coi materiali e mi conviene intervistare marco confrontare poi le mie rilevazioni sui bimbi che a leggere e scrivere non sanno cogli stranieri che anche loro per altri motivi non sanno e a gennaio sarà roma ancora
Poi mi è piaciuto tanto perdermi in motorino con ludo, lui pure è venuto a orma da una settimana ci vivrà per un anno ma intanto lui ha il motorino ma non la mappa della città quindi abbiamo iniziato a viaggiare sembrava semplice dovevamo arrivare a piazza bologna invece ci siamo persi viaggiando viaggiando per la città e vedere mura palazzi monumenti negozi shocking il giro di piazza del popolo fitta al centro di bacarelle nell’anello intorno umido e foglie sotto un cielo d’inverno che punzonano le lucine della capitale e poi i vialoni e tutto che bello.
E poi una presentazione di libro il libro e Uomini e caporali ti racconta che in puglia ci sono i campi di lavoro e ci muiono i giovani polacchi e altri schiavi nella terra di nessuno raccolgono il frutto della terra che non è più italia né terra di legge diventa la terra di nessuno anzi no del padrone e portano colà sti polacchi prigionieri e un leggendario console onorario smaschera al momento e l’inchiesta cara gente a quanto pare ci vuole basta
Piscina piscina piscina. Se nuoti tirando fin quando i pensieri ti scorrono via fino alla punta dei capelli e poi lungo la schiena li lasci indietro con qualche pelo e gocce di moccio alla fine tu mentre ti senti un fuso che galleggia e solca veloce, tu puoi vedere le visioni.
Poi sono partita. Roma.
In treno solo sonno solosonno e a tratti pagine dallo straniero da cui vedi che brizzi e lucarelli hanno fatto romanzi ambientati nelle nostre colonie d’allora, rimosso che bussa ed entra nella forma sovra individuale di coscienze sporche. E poi belle analisi su bologna. Bologna merda e analisi di poteri.
A roma ho un’amica di nove anni, ovvio che è la figlia di amici se no che senso avrebbe. È stato bello andare a comprare le sigarette per sua mamma da sole, lei ha perso il bottone dei pantaloni e così camminavamo con le mani in tasca, come due teddy girl due ragazze dure così mai viste per via è stato bello.
A roma ho visto la mostra del bellini perché lo desideravo moltissimo e facevo bene infatti i quattro angeli che lo sorreggono, o la pelle candida tirata in croce contro un cielo di azzurro e rosa lontano, o piangono madonna e giovanni a fianco di lui ormai rapito o ancora i vecchi con gli occhi saettanti contro te che guardi e non capisci quanto l’infante…bello!!!!!!!!!!!! E che altro? Come può essere così bella roma, è davvero la più bella delle città del mondo.
A me è piaciuto andare alla scuola di marco, scuola d’italiano per rifugiati politici e stranieri, a vedere la lezione e poi a capire che devo tornare per parlare con marco del metodo e del modo, di come usare la chiave montessori e l’organizzazione del lavoro perché vedi c’era un cerchio di trenta persone e solo tre donne, da ogni parte e le parti sono: Afganistan, bangladesh, Kurdistan, sudan, eritrea, somalia, tibet e perdono per chi non so, e si viene da lontano con difficoltà per bere il tè e poi faticare qualche ora a imparare la lingua del paese dove sei ora e si sa che per imparare ci vanno certe condizioni, per imparare presto e bene, non seme secco ma fecondo ci vuole un metodo e un luogo e anche un sentimento ma ci va sapere per allestire tutto questo a fare la scuola come scuola positiva.
Quindi prima si fa un cerchio e poi due giochi un gioco è con le mani che passi veloce il battito nel cerchio, un altro gioco e andare avanti a balzi verso il centro per la caccia al leone e non credere che gli uomini che dall’alba strappano alla vita il permesso di venire alla scuola a imparare non gli serva dieci minuti giocare dato che ciò crea un’armonia e un benessere con chi ti circonda poi nel lavoro che acquieta la tempesta rumorosa che fa il bisogno nelle orecchie altrimenti col ruggito nelle orecchie della necessità come faresti ad ascoltare le cose nuove che devi imparare. Dopo i giochi ci sono delle canzoni, quattro cnque cantano brevemente un pezzo di canto nella loro lingua, poi questa poesia finisce e ci si siede e ci danno una poesia, un albero nudo fuori dalla mia finestra solitario alza nel cielo freddo i suoi rami marroni e il vento forte, la neve il gelo non possono ferirlo e poi la poesia prosegue e molto e molto ci abbiamo sudato il maestro conduceva e tutti chi sa una parola chi dieci chi venti chi nulla si è fatta questa fatica di vita alla fine la sapevamo pure a memoria e imparo che ci devo tornare quando non è prossimo il natale e si dividono in gruppi e oltre a questo lavoro c’è quello coi materiali e mi conviene intervistare marco confrontare poi le mie rilevazioni sui bimbi che a leggere e scrivere non sanno cogli stranieri che anche loro per altri motivi non sanno e a gennaio sarà roma ancora
Poi mi è piaciuto tanto perdermi in motorino con ludo, lui pure è venuto a orma da una settimana ci vivrà per un anno ma intanto lui ha il motorino ma non la mappa della città quindi abbiamo iniziato a viaggiare sembrava semplice dovevamo arrivare a piazza bologna invece ci siamo persi viaggiando viaggiando per la città e vedere mura palazzi monumenti negozi shocking il giro di piazza del popolo fitta al centro di bacarelle nell’anello intorno umido e foglie sotto un cielo d’inverno che punzonano le lucine della capitale e poi i vialoni e tutto che bello.
E poi una presentazione di libro il libro e Uomini e caporali ti racconta che in puglia ci sono i campi di lavoro e ci muiono i giovani polacchi e altri schiavi nella terra di nessuno raccolgono il frutto della terra che non è più italia né terra di legge diventa la terra di nessuno anzi no del padrone e portano colà sti polacchi prigionieri e un leggendario console onorario smaschera al momento e l’inchiesta cara gente a quanto pare ci vuole basta
PS torino
A torino ho scoperto come si usa face book perché E. è sotto e ci sta appiccicato. Ho scoperto che un professore di scuola se vince un dottorato fa il dottorato ma prende lo stipendio dallo stato come se insegnasse. Ho scoperto che gli allievi di chomski hanno la deriva a destra perché l’innatismo diventa genetismo e pensano che tu sei criminal e tu sei intelligente e basta, non è che da lì proseguono. Ho scoperto che se uno aspetta un figlio ha così paura del mondo e di ciò che comporta che preferisce non leggere i consigli dei libertari e dei giusti se no poi vedi che costa troppo fare come cuore e giustizia comanda. Ho scoperto che c’è un libro tradotto Tuo figlio è un genio che è una specie di bigino sulle scoperte della neuroscienza sulla mente del bambino. Ho scoperto che gli scienziati dopo lungo e dotto riflettere dicono: anche le emozioni c’entrano nei processi cognitivi (!!!!!!!!!). Ma sono difficili da misurare quindi non sanno come fronteggiare scientificamente questa scoperta di peso (ahahahahah). Ho scoperto che con E possiamo non vederci per 10 anni e ci si ritrova con agio. Ho scoperto che ancora ho i blocchi di quando eravamo giovani e che mi farebbe bene fare bioenergetica o una terapia. Ho scoperto che a torino la vita costa poco e ci sono ristoranti giappi col menu 7.90, buoni. Che torino mi garba. Che la fidanzata di gipi è quella di LMDM. Che è facile rimanere sotto a face book. Che E adora fare tante cose e conoscere le celebrities e relazionarsi a loro ma che ciò non è male, anzi.
Che se guardi il ponte ai murazzi sembra proprio che faccia degli archi congiunti, sopra e sotto, un anello mezzo fuori e dentro l’acqua, un effetto amplificato dai lampioni appesi sotto la volta degli archi del ponte e ti puoi perdere a osservare questa fantasia, come se la barca per passare s’inanella nell’asola di pietra mezza affogata e un uomo con le scarpe di piombo cammina tutto il giro a testa in giù sul tetto, coll’acqua a mezza gamba giù, che l’inverno è umido e larga la via, cade la foglia e pur tuttavia….
Che se guardi il ponte ai murazzi sembra proprio che faccia degli archi congiunti, sopra e sotto, un anello mezzo fuori e dentro l’acqua, un effetto amplificato dai lampioni appesi sotto la volta degli archi del ponte e ti puoi perdere a osservare questa fantasia, come se la barca per passare s’inanella nell’asola di pietra mezza affogata e un uomo con le scarpe di piombo cammina tutto il giro a testa in giù sul tetto, coll’acqua a mezza gamba giù, che l’inverno è umido e larga la via, cade la foglia e pur tuttavia….
torino 2
Gipi in televisione ha detto: Eravamo giovani ed eravamo soli, non bisogna lasciare soli i giovani.
Questo ricordo, questo so, della grande indecifrabile incertezza che mi ha lasciato quell’amore fondativo, questo posso dirlo: eravamo soli, non abbiamo trovato un maestro, un adulto, una zia, un cognato, che ci tendesse una mano a un certo punto. Ma so che abbiamo peccato tanto di autocommiserazione e quindi la smetto.
Del resto a drogarsi come disperati, a impazzire sui libri sui quadri e sull’alcool puro siamo stati noi, noi non abbiamo lasciato il collegio per andare a bologna o a roma e così è.
Adesso invece?
Adesso beviamo pastis in un localino di torino pieno di bella gente, attaccato al muro c’è un culetto rosa con un ditino curioso che cerca, gli avventori sono ebbri brillanti e amichevoli e le avventrici ancora di più, noi beviamo pastis e ci riappropriamo dei ricordi che per anni sono stati lassotto. Di colpo realizzo che quando nei trentanni mi sono tanta vantata di reggere ogni cosa, tuti i tipi di winedrugandwalk, è perché mi ero ben allenata. Bevendo e giocando al margot di Torino, ho ricordato di essere collassata in una pozzanghera in via melchiorre gioia cercando di arrivare al leonka; in un bar di amsterdamm dopo aver ordinato un bapao, uscita e stramazzata per via; dentro l’installazione di dubuffet al beaubourg di parigi; in una catapecchia di loschi bevitori d’oppio sulle montagne dell’atlante in marocco; in vari angoli di pavia e di brescia e di milano. Bello.
E poi che ho fatto a torino quella poetica notte in cui h rivisto D. eravamo lievi e contenti, abbiamo discusso malamente sulle femmine e i maschi, sul calcolo e l’opportunismo; abbiamo parlato dei neri dei sogni della politica tutta, abbiamo ballato nei locali dei murazzi come forsennati (io che non ballo mai mai) e poi nell’università occupata ancora aperta alle tre di notte. Mentre arringavo sull’infanzia e le donne, sull’umile combattere dell’educazione libera per i piccoli il muro era tappezzato di cartelli «scuole e nidi d’infanzia»; mentre attraversavamo la piazza di palazzo madama e ci spiegavamo la crisi economica abbiamo visto sulla statua egizia, grande blocco nero lucido, lui egizio seduto perfetto sul trono, qualcuno ha appiccicato un cartello a righe geometriche di pennarello con scrito CRISI. Ci siamo accompagnati un paio di volte a casa senza riuscire a smettere, alla fine una pizza da ciro pizza e birra alle 4emezza con la ragazzina che serve che mi fa “signora lasci, ci penso io”, mentre cerco di raccattare frammenti di pizza dal tavolino bisunto per lasciarlo pulito. Allora ho capito che dovevo andare a dormire. E poi abbiamo palrato di tutto, di gente che non ricordavo più di mario cristina di cui D si innamorò perdutamente ed era bello e dannato come un angelo ma cretino me lo ricordo; di luca celardo il nostro amico di narconarchia da giovani che poi è diventato un grande fisico; di come il fatto di essere schiodati e col rigetto borghese ti fa così e non come silvia che ora è a niu york con la borsa di studio mentre io so stata a scampia e a scavare cacca nell’agro ma mi sentivo felice e confusa e poi sono andata a letto e poi si vedrà. Nottetorino.
Questo ricordo, questo so, della grande indecifrabile incertezza che mi ha lasciato quell’amore fondativo, questo posso dirlo: eravamo soli, non abbiamo trovato un maestro, un adulto, una zia, un cognato, che ci tendesse una mano a un certo punto. Ma so che abbiamo peccato tanto di autocommiserazione e quindi la smetto.
Del resto a drogarsi come disperati, a impazzire sui libri sui quadri e sull’alcool puro siamo stati noi, noi non abbiamo lasciato il collegio per andare a bologna o a roma e così è.
Adesso invece?
Adesso beviamo pastis in un localino di torino pieno di bella gente, attaccato al muro c’è un culetto rosa con un ditino curioso che cerca, gli avventori sono ebbri brillanti e amichevoli e le avventrici ancora di più, noi beviamo pastis e ci riappropriamo dei ricordi che per anni sono stati lassotto. Di colpo realizzo che quando nei trentanni mi sono tanta vantata di reggere ogni cosa, tuti i tipi di winedrugandwalk, è perché mi ero ben allenata. Bevendo e giocando al margot di Torino, ho ricordato di essere collassata in una pozzanghera in via melchiorre gioia cercando di arrivare al leonka; in un bar di amsterdamm dopo aver ordinato un bapao, uscita e stramazzata per via; dentro l’installazione di dubuffet al beaubourg di parigi; in una catapecchia di loschi bevitori d’oppio sulle montagne dell’atlante in marocco; in vari angoli di pavia e di brescia e di milano. Bello.
E poi che ho fatto a torino quella poetica notte in cui h rivisto D. eravamo lievi e contenti, abbiamo discusso malamente sulle femmine e i maschi, sul calcolo e l’opportunismo; abbiamo parlato dei neri dei sogni della politica tutta, abbiamo ballato nei locali dei murazzi come forsennati (io che non ballo mai mai) e poi nell’università occupata ancora aperta alle tre di notte. Mentre arringavo sull’infanzia e le donne, sull’umile combattere dell’educazione libera per i piccoli il muro era tappezzato di cartelli «scuole e nidi d’infanzia»; mentre attraversavamo la piazza di palazzo madama e ci spiegavamo la crisi economica abbiamo visto sulla statua egizia, grande blocco nero lucido, lui egizio seduto perfetto sul trono, qualcuno ha appiccicato un cartello a righe geometriche di pennarello con scrito CRISI. Ci siamo accompagnati un paio di volte a casa senza riuscire a smettere, alla fine una pizza da ciro pizza e birra alle 4emezza con la ragazzina che serve che mi fa “signora lasci, ci penso io”, mentre cerco di raccattare frammenti di pizza dal tavolino bisunto per lasciarlo pulito. Allora ho capito che dovevo andare a dormire. E poi abbiamo palrato di tutto, di gente che non ricordavo più di mario cristina di cui D si innamorò perdutamente ed era bello e dannato come un angelo ma cretino me lo ricordo; di luca celardo il nostro amico di narconarchia da giovani che poi è diventato un grande fisico; di come il fatto di essere schiodati e col rigetto borghese ti fa così e non come silvia che ora è a niu york con la borsa di studio mentre io so stata a scampia e a scavare cacca nell’agro ma mi sentivo felice e confusa e poi sono andata a letto e poi si vedrà. Nottetorino.
domenica 7 dicembre 2008
canna
a proposito della Fille. La violenza del padre nella chiusura della casa. Notizie e notizie di donne sepolte vive, sequestrate e violentate per decenni, frontiera dell'orrore il bunker sotto casa, l'interrato atomico, mononucleare, l'orco colpisce ovunque alcune volte con maggiore evidenza, l'incesto forse nel bosco anche quello, appartamento d'estate il pomeriggio un giovane uomo curioso del corpo, dell'odore di notte, frustrato nella sua giovinezza dal dramma storico del loro matrimonio, nudo per prendere il bagno sente vicina la Bambina, entra guarda, il bitorzolo rossastro, una salsiccia rosa pelosa galleggia nella vasca da bagno: davvero? poi i momenti chissà come sono montati, cosa ne è di un istante occupato nello spazio, quando faranno i televisori adatti potremo comunque il titolo di questo è canna
essere corteggiata da una donna risveglia l'istinto predatorio della giovinezza sepolta, così facile preda del meccanismo nel tenerla alla larga rigusti il sangue della disputazione amorosoa dove chi non vuole tiene il pugno, che senso dare a questo mutare
problema principale del fumetto: parlare di droga fa venire voglia di droga, vita senza infingimenti, inedia piuttosto di forma culturale, ma comunque fame
essere corteggiata da una donna risveglia l'istinto predatorio della giovinezza sepolta, così facile preda del meccanismo nel tenerla alla larga rigusti il sangue della disputazione amorosoa dove chi non vuole tiene il pugno, che senso dare a questo mutare
problema principale del fumetto: parlare di droga fa venire voglia di droga, vita senza infingimenti, inedia piuttosto di forma culturale, ma comunque fame
girls
da quando una settimana fa ho visto lo spettacolo di Marta Gilmore, La strada ferrata, ci penso spesso. erano due figure di donna indimenticabili. anzi non donne, ragazzine. se la donna è il buco nero del dicibile, se è l'assenza che ti si annida bruciante proprio nelle viscere ed è in questa assenza presentissima l'inafferabile anello tra universale e singolo, proprio lì dove non è, allora la ragazzina ancora di più. lei rimane sul bilico di tante soglie, lei pencola sulla bocca di più trappole ed è preda di ogni carnefice, è l'assassina di più ordini, la ragassassina, povera unica che me ne frega lo dico farfalla, libellula, allodola, signorina e zoccola, sublimissima signora ragazzina. Grazi a marta e alle sue straordinarie attrici, la strada ferratadovrebbe girare molto in italia se ci fosse senso.
ieri pomeriggio festa ai sette palazzi (cfr.www.mammut.org), che vuol dire ai piedi dei condomini altissimi un praticello tra la strada e il nulla strappato all'abbandono e curato per mesi di paziente presenza, di servizio ai bambini. hanno costruito l'ottavo palazzo, una casetta di legno con lo scivolo e aggiustato lo spiazzetto di cemento dove prima si andavano a bucare, mettendo due canestri e disegnando il murale. c'era la festa,il vento freddo, la musica e un pò di gente da napoli, alcuni bimbi, pochi del rione perchè si vergognano quando ci sono estranei. la vita di allora, la vita degli anni passati quotidianamente tra quei palazzi, con quei bimbe e bimbe mi prende alla gola e mi lacera ancora. soprattutto quando la musica è stata alzata a palla e sullo spiazzetto due ragazzine hanno preso a ballare. pantaloni a vita bassa, il body che tira e scopre un poco di pancia , il maglioncino ridotto a un fascia sul seno, e loro due serissime, senza sincro, concentrate hanno rifatto i passi di britney, di jennifer di chi vuoi tu, ancheggiando offrendo mani braccia e culetto a un'immagine di sè che puoi solo cadere in ginocchio qui e ora e pregare per loro.
ieri pomeriggio festa ai sette palazzi (cfr.www.mammut.org), che vuol dire ai piedi dei condomini altissimi un praticello tra la strada e il nulla strappato all'abbandono e curato per mesi di paziente presenza, di servizio ai bambini. hanno costruito l'ottavo palazzo, una casetta di legno con lo scivolo e aggiustato lo spiazzetto di cemento dove prima si andavano a bucare, mettendo due canestri e disegnando il murale. c'era la festa,il vento freddo, la musica e un pò di gente da napoli, alcuni bimbi, pochi del rione perchè si vergognano quando ci sono estranei. la vita di allora, la vita degli anni passati quotidianamente tra quei palazzi, con quei bimbe e bimbe mi prende alla gola e mi lacera ancora. soprattutto quando la musica è stata alzata a palla e sullo spiazzetto due ragazzine hanno preso a ballare. pantaloni a vita bassa, il body che tira e scopre un poco di pancia , il maglioncino ridotto a un fascia sul seno, e loro due serissime, senza sincro, concentrate hanno rifatto i passi di britney, di jennifer di chi vuoi tu, ancheggiando offrendo mani braccia e culetto a un'immagine di sè che puoi solo cadere in ginocchio qui e ora e pregare per loro.
mercoledì 3 dicembre 2008
aggiornamenti
domani presentiamo il fumetto sulla coca che ha scritto braucci in una scuola di napoli. non ho niente da dire al proposito. invece dico che il fumetto di gipi LMVDM è bellissimo, vedi articolo di fofi sull'ultimo straniero. lunedì sono andata a correre sul lungomare, le onde erano altissime e via caracciolo era bagnata di acqua salata, il vento fortissimo spazzava via lo smog e la città era splendente. ho quasi finito di leggere Educare a essere di Rebeca west, un testo fondamentale sull'educazione attiva che fa sognare e un poco sgomenta, perchè se è possibile nella valle di tumbaco, ecuador, lo è molto meno in italia, in qualsiasi sua valle. Poi ho attaccato Il sogno di una scuola della Tornesello, un mattone serissimo e prezioso sui movementi di rinnovamento della scuola dal 67 al 77. vedremo.
martedì ho intervistato ciro minichini sulla sua ricerca di didattica della scienza e appena sbobino metto su una parte. l'8 consegnamo il lavoro di inchiesta sull'agro aversano e comincia un altro capitolo della vita. dal 25 al 30 andiamo a berlino. ciao
martedì ho intervistato ciro minichini sulla sua ricerca di didattica della scienza e appena sbobino metto su una parte. l'8 consegnamo il lavoro di inchiesta sull'agro aversano e comincia un altro capitolo della vita. dal 25 al 30 andiamo a berlino. ciao
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