Abbiamo potuto fare osservazione dalle nove all'una. Poi conversazione di un'ora con una maestra. Poi mentre Loro erano a mensa la maestra ci ha spiegato come funziona la mensa e abbiamo fatto le foto alle stanze.
Alla fine mangiato un panino al supermarket vicino. Pioveva.
Innanzitutto non devi averepregiudizi, non serve a niente stare lì a dire: è una cosa piccola, per privilegiati, ne entrano 20 all'anno, sono tutti bianchi ecc.
Non è quello il punto. è un modo che esiste e che funziona come funziona e che dice qualcosa sulla scuola e l'educazione, il resto non importa.
Dalla prima alla quinta, cinque stanze, un corridoio, le stanze non sono separate, ci sono pareti scorrevoli che però sono tenute aperte, quindi una stanza si affaccia nell'altra, ciascuno/a è libero/a di alzarsi e andare dove vuole a fare quello che vuole.
Circa un centinaio di bambini e bambine, una maestra per classe tranne che nelle compresenze, secondo i moduli presenti in tutte le scuole statali elementari.
Ma nella scuola montessori non ci sono lezioni frontali. La maestra sta nell'aula (non essendo chiuse è meglio dire stanze) e segue ora uno ora l'altra, oppure gruppetti di circa tre. Chiama qualcuno e gli presenta un lavoro, un'attività, una spiegazione e poi lascia fare.
La prima cosa che ti colpisce arrivando è l'assenza di casino. Cento e passa bambin e non c'è bordello, tutti parlano e fanno e girano ma tengono un tono di voce controllato, nessuno urla. Nessuno urla e strepita.
Voglio dire: adesso sto leggendo Deligny, i piccoli alienati o caratteriali o criminali o devianti o vagabondi. non sono contro il casino, non è questo il punto.
Comunque non c'è quel malessere nè quell'ossessione del silenzio, regole condivise creano armonia. In effetti i bimbi che entrano provengono dalla Casa dei bambini a fianco quindi sono tirati su così, montessoriani.
Eppure il fatto che ovunque ci siano materiali spinge in quella direzione di operosità divertita concentrata armonica. Cassetti cassettini panche armadietti scaffali sportelli scatole scatoloni scatolette vaschette ripiani bilance colla pastelli giochi e materiali di ogni tipo libri e libri di ogni tipo
I banchi stanno uniti a tre o quattro, ciascuno si sceglie l'attività: ricopiare pezzi di libro, ricerca sui vulcani o sul felino, analisi gammaticale o frazioni, gioco con la casa delle bambole e scrivere il testo della commedia, preparare una conferenza per gli altri sulla sicilia o sul colibrì
in prima e seconda: la striscia della vita con le foto da piccol, la canzone dell'albero, prendere la patente da cameriere
Tre sono state in corridoio tutta la mattina, per due ore avranno giocato e per altre due hanno studiato la sicilia e preparato cartellone e organizzato conferenza; uno ha studiato tutta la mattina da solo le scimmie dall'enciclopedia, sapendo pure leggere poco, andava dalla maestra ogni tanto a domandare; un gruppo fa una ricerca sui vulcani; due si sono accaniti coi materiali per la matematica tutta la mattinata; una bravissima e una scarsissima hanno giocato con dei cartoncini con su i verbi coniugati per tre ore; un'altra non ha fatto nulla se non ricalcare la cartina della macedonia.
Il Metodo di sicuro eccelle per ciò che riguarda la matematica e la grammatica.
Non sono convinta che l'assenza di momenti di gruppo e collettivi sia in sè positiva.
Tutte le scuole dovrebbero avere dimensioni contenute, le masse irregimentate non sono belle e immiseriscono il senso di sè.
Poco spazio ai laboratori: molto sapere, cioè cultura intellettuale. In tal modo serenamente le/i montessorian dicono: c'è chi c'arriva e chi no, mai giudicare, ognuno arrivi a dove può, chi al minmo chi sempre avanti. Va bene ma intanto ci sono tanti linguaggi e tanto sapere, hanno di tutto ma tutto che ha che fare con ordine calcolo rappresentazione invenzione. Poca musica, sport e poca cucina, meccanica, ceramica e tutte cose che le nature diverse facendo e intanto ricevendo spiegazioni si fortificano e nutrono con cibo a loro adatto. sapere e lavoro, non troppo presto ma a un certo punto per forza.
Sempre ci sono dinamiche di potere controllo dirigenza, sempre anche mentre tendi all'antiautoritarismo e alla liberazione. Il gioco è stare all'erta e sgamarle fra dentro con noi, meglio di un videogame.
La mensa è spettacolare, questo intendevo parlando dei laboratori: ogn giorno 5 fanno i camerieri, mangiano prima e poi servono gli altri a tavola, spostano manipolano pentoloni piatti ecc. Prendere solo quello che vuoi mangiare. il secondo lo portano già sporzionato allora al centro tavola c'è un vassoio con posate apposite così prima di mangiare levi ciò che ti pare di più e lo metti al centro, da dove si servirà chi dovesse avere ancora appetito. certo che accade di tutto: chi svuota il piatto, chi si abboffa senza misura. Ma piano piano nella misura generale, secondo il solito strano principio che ogni metodo vorrebbe descrivere e indagare ma ancora non si è capito come, accade il solito miracolo della regolamentazione.
Tessuto organismo umano, cellule, tessuto di sangue di massa umanità come acqua, chissà dove è la chiave di questo ostinato miracolo. Del resto leggendo deligny e la storia dell'osservatorio di Lille (anni 46/47) si vede che il principio non è troppo diverso, all'inizio lascia distruggere, lascia spurgare e man mano ci si abitua alla libertà, al rispetto, crea le condizioni, sostienile secondo principio, abbi fiducia, e dona per un periodo poi vedi che la creatura si conforma....
Che altro? ah sì per diventare cameriere cosa a cui quelli di prima ambiscono fottutamente devi prendere la patente cioè presentare una domanda e studiare delle regole, rispondere a domande che ti fanno gli altri. La biblioteca in corridoio è autogestita, aperta due ore al giorno, ogni giorno un bibliotecario/a tra i più grandi perchè deve salire sulla scala e sapere scegliere l'enciclopedia giusta ecc.
Evidente: se il metodo e la pratica così intesa di antiautoritarismo nell'istruzione è valida e totalmente nell'infanzia, nell'adolescenza è diverso. Già quelli di V ti sembrano fuori misura, troppo piccoli i banchi, troppo straniante l'acquiescenza alle regole per i piccoli,per loro è come se fossero in letargo, a quell'età dobbiamo ancora inventare come fare, non si tratta più solo di apprendere di sbocciare di sapere, lì si tratta di diventare attivi membri della comunità e si sa che lotta di sangue e draghi sia, non sono più i bambini, stanno diventando come te, in breve ti saranno a fianco nel mondo e certo come sono stati da bambini così saranno sempre ma non basta, non basta perchè il filo tra quanto lasciar cambiare o quanto portare a fare, non è chiaro. lo scontro, la definizione di sè, la sfida. denaro potere sesso passione estasi e abiezione.
Alla maestra abbiamo chiesto e lei ha risposto:
livelli diversi quindi lavori diversi, solo 2 lezioni collettive a quadrimestre
vengono dall'asilo di finaco, 20 all'anno
regole: se la maestra ti chiama devi andare, se vede che uno/a non vuole fare matematica comunque lo segue e gli sta appresso fino a quando almeno il minimo sia ottenuto ma sempre assecondando e in dialogo
quando si spegne la luce tutti devono tacere
la Volontà, cioè mettersi a fare una cosa perchè bisogna farla succede alla medie, il bambino/a non ha volontà per dire: ora mi impongo di, ora devo fare, così dalle medie o V. Non come molla interiore, determinazione autodisciplinata. puoi indurlo e spaventarla. Chi non ha neanche il minimo di volontà che serve anche al bambino deve essere sostenuto, devi mettere tu maestra la tua volontà al servizio di lei/lui che non la ha. loro rispondono solo alle loro passioni, interessi profondi.
Bocciare solo 3 in dieci anni, per il resto mai giudicare, giudizi sulle pagelle buono a tutti/e, scheda molto lunga ed esplicativa per passaggio alle medie su attitudini ecc. Abituarli piano piano all'autovalutazione, cioè rendersi conto se sei lento, incapace, indietro oppure portato. Difficile fare progetti (musica cucina gite) e conciliare con il principio di autonomia nella scelta del bambino circa l'attività.
Va bene basta, le conclusioni in un altro momento.
ps
per dire che si toglie il giudizio, che si smette di misurare in maniera oppressiva la vita che cresce non basta dirlo nè crederci nè levare le pagelle. è più difficile, molto di più.
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