"Insomma, se i giornali fossero scritti da persone il cui solo scopo nello scrivere fosse quello di dire la verità sulla politica e la verità sull’arte, noi non crederemmo nella guerra e crederemmo nell’arte". Le tre ghinee, V. Woolf
sabato 29 novembre 2008
una notte
“Io mi ricordo il rumore delle parole. I capannelli di persone. Venivano da tutti i paesi qui. E ora? Vedi? Nulla. I paesi muoiono quando questi posti finiscono. Qui ci incontravamo e ci mischiavamo. Quelli di noi che non studiavano e già cominciavano a lavorare con quelli che andavano all'università. Quelli che si facevano di eroina e i buoni guaglioni. Quelli che poi sono rimasti uguali e quelli che sono diventati complici e corrotti. Quelli che sono andati via negli anni ottanta e novanta per il lavoro o perché non potevi mica marcirci qui e quelli che sono restati. Ora c'è un vuoto insopportabile. È la piazza che manca"
come un uomo sulla terra
mercoledì 19, dieci giorni fa ho visto un documentario che consiglio a tutt da allora di cercare e di vedere. anzi di invitare nella propria città a presentarsi, accompagnato da due dei suoi realizzatori il signor dagmar e il signor marco. a parte le confidenze è un'opera speciale dove non c'è il giornalista che denuncia l'ingiustizia e mostra l'orrore, ci sono le persone, gli uomini e le donne che hanno vissuto l'avventura dolorosa e spietata, che tanto li ha segnati che decidono di compartecipare la verità e la testimonianza. e che in un luogo loro, la casa in esilio che può diventare una scuola condotta con amore, decidono di raccontare cosa hanno passato per venire dall'eritrea all'italia, scontando anni di carcere e violenza nelle prigioni libiche. ma il film si racconta difficilmente perchè passa tutto, la storia della colonizzazione, la pastasciutta a roma, il viaggio in container verso la follia, la traversata del mare. di tutto. con una voce pacata e così umana da capire davvero qualcosa. quindi chiunque dovrebbe darsi da fare e invitare questi nella propria città a presentare il film e ci vadano le cooperative che lavorano coi migranti, le scuole d'italiano, i cittadini e cittadine. presto andrò a visitare la scuola di asinitas, marco e cecilia che l'hanno fondata li conosco ma la scuola no. il sito, ancora incompleta but nice è asinitas.org
ricominciare
di nuovo ricominciare. sono circa vent'anni che accumulo quaderni su cui non c'è scritto altro che "tieni un diario". evidentemento un blog non sarà altro che una serie di post che dicono: da adesso tengo il blog. Oppure chissà davvero il medium fa il monaco ed io cambierò....eh. vuol dire un mese e mezzo che non aggiorno e vuol dire una fettina considerevole del mio labile fuggente anno sabbatico. Pensare che da allora io fui a bologna, per il convegno sull'avventura di hamelin. e poi fui a ravenna per il premio Lo Straniero. E poi a Pistoia - solo una sera - per la presentazione del libro di giacopini curata da nicola ruganti. E poi a Modena, solo un giorno, ospite di gigi a fantasticare dell'ostico corso formazione formatori. e poi una settimana a bologna a finire il pezzo con gianluca. E poi a Napoli qualche dì a riprendere la vita con la mia città. e poi a intervistare grazia fresco di nuovo a castellanza. a sentire arno stern a varese. a festeggiare il compleanno di mamma a varese. a fare il prelievo del sangue e ritirare il passaporto a pavia. e poi di nuovo a napoli a casetta a pulire e a riprendere il mlefico invincibile interminabile agro aversano. così dovrei tenere un diario
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