«Interpretando il passato dell’università come un nuovo ambiente che permette a degli insegnanti di fomentare dei lettori solitari, competitivi e astratti, potevo mettere in luce il suo ambiguo presente: il pericolo della sua disintegrazione in Internet o la sua rinascita alla pratica della lettura ad alta voce» (I.Illich)
Questa mattina su radiothree la rassegna stampa leggeva l’articolo di ripubblica sugli studenti universitari che non sanno scrivere e non leggono nulla. Nella trasmissione seguente intervistavano la professoressa sullo stesso argomento: ahimè nessuno sa più leggere e parlare. Il giornalista le riferiva in diretta gli sms degli ascoltatori: la scuola è permissiva, la scuola non boccia più, a forza di promuover tutti a questo siamo arrivati. Un altro ancora: un bambino oggi ha detto “se facessi il bravo riceverei molti doni” e allora la prof. grida “ma questo bambino è bravissimo! Ed è vissuto in un ambiente bellissimo!” . Così spengo e scendo al bar per leggere sul giornale l’articolo intero. Dalla paginona centrale il barone linguistico TDM (testadiminkia ex ministro) conferma: “I guasti iniziano alla scuola dell’obbligo. Il buonismo degli insegnanti ha fatto grossi danni, oramai si tende a promuovere un po’ tutti e non si sbarra il passo a chi non è all’altezza”. Perché non sbarrano loro all’università, risponderebbe la psiconana che è in me. Perché il danno è fatto risponderebbero i nano baroni. Ma gli altri? quelli che potrebbero per posizione e autorevolezza andare domani dal direttore del quotidiano e dirgli “scusa ma basta, basta con queste porcate, facciamo qualcosa di buono, pubblichiamo riflessioni serie ma divulgative sul post umanesimo e sulla tecno moltitudine pseudo democratica , dai e spieghiamo cosa è accaduto al nostro modo di utilizzare la scrittura, la cultura moderna, la cittadinanza, dai facciamo sto sforzo. E visto che ci siamo, intervistiamo 40 presidi di scuola media che dopo una ricerca risultano (senza cong) tra i migliori (si può fare, ancora si può fare, ed è un meglio concreto, appalesantesi con la forza stessa di quel che rimane della cultura, pochi ma ci sono) li intervistiamo e ci spiegano cosa accade nella scuola dell’obbligo e chi sono questi insegnati che non bocciano e chi sono quelli che ogni anno vengono bocciati e chi sono i genitori di quelli che non sanno leggere e scrivere pur arrivando all’università, sociologicamente diciamo, a livello di seria divulgazione sociolinguistica eh? Senza congiuntivi”. Ma non sono più i tempi e non è più il paese, nel pieno disfacimento morale istituzionale e civile non può esserci un dibattito culturale fertile, una qualità di ricerca e speculazione elevate. L’articolo continua dicendo che la maggior parte delle matricole ha meno di cento libri a casa e che “Solo messico e portogallo stanno peggio di noi” e sto portogallo bisogna andare a vederlo perché la regina mendicante d’europa, la sorella meridionale tra noi e la grecia (i tre corni dalle stelle alle stalle) merita. In coda all’articolo si legge “Molti esami scritti all’università vengono condotti come i test per la patente, mettendo crocette su un questionario”. Chiunque abbia fatto l’esame e non l’abbia comprato sa bene che in Italia l’esame della patente non mira ad accertare l’effettiva conoscenza e padronanza delle norme e del codice di condotta su strada ma la capacità di dominare la sintassi logica delle proposizioni. O almeno era così dieci anni fa, adesso? Alla patente non lo so ma dalle parole dei nanobaorni si deduce che il pregiudizio elitario e classista dell’umanesimo defunto ancora impera in questa remota provincia dove i mali di ieri e oggi si sommano come la città sotterranea alla gomorra sotto la pioggia.
p.s. sui blog, nei commenti alle notizie, sulle pagine face book degli adolescenti è tutto un fiorire di odio bestiale contro le due maestre di pistoia. L’unico male che viene riconosciuto collettivamente è quello commesso da queste due donne che per avidità e miseria esistenziale si sono ridotte a strattonare i neonati. Il simulacro del figlio, l’icona dell’infante, del tuo infante, tu paghi per onorare proteggere e coltivare il tuo infante e le pagate osano maltrattarlo. Intendo dire che per tutti gli altri bambini, quelli delle navi migranti, quelli dei cinesi già in italia, per i bimbi rom nelle metropolitane o per quelli dei vicini rumorosi non esiste altrettanta foga. La moda, la strega, la bestialità ai tempi della comunicazione.