lunedì 11 ottobre 2021

le verità invisibili

 fine settimana, tempo disteso con le figlie. A cinque anni e mezzo la freschezza delle osservazioni e delle risposte è la cosa più deliziosa e rinfrancante che incontri nel deserto dei giorni. 

Mamma ma alla fine in realtà cosa è l'acqua? 

Mamma ma perché tutto va con l'elettricità?

pedalando verso il fiume abbiamo scambiato idee sull'acqua (la domanda era stata fatta in bagno lavandosi i denti prima di uscire). io ho insistito sul fatto che cambiasse forma nei recipienti, lei sul fatto che si ghiaccia la puoi spaccare e poi torna liquida. le mie considerazioni sul fuoco il bollire e il vapore hanno riscosso pochi commenti. l'idea della vita apprezzamento. 

sul fiume, alla spiaggetta con gli alberi su cui ci si può arrampicare, c'erano due bambini della sua età, coi padri. Non sono riusciti a giocare con lei, nonostante fosse più agile e socievole rivolgendosi a loro e aggregandosi restavano chiusi e muti, parlavano con lei di più i padri. 

alla fine hanno fatto una battaglia di erba e quando anche lei ha tirato un ciuffo verde, han detto: è un gioco per maschi. 

siamo ancora completamente qui. al fatto che a 5 anni non sia giocare con una coetanea, non te le permetti, godi di non farlo perchè ancora l'educazione che si riceve è segregazionista e discriminatoria: la strada è lunga e delicata e l'evidenza dell'informazione nelle vite di tutti occulta i processi concreti.  

domenica 26 settembre 2021

tu mi fai paura

 In macchina con le due bambine passate in prima media. Tere racconta che la prof. di francese è cattivissima, una bambina è arrivata a scuola solo oggi, era in marocco. Non aveva il libro nè i compiti e lei l'ha trattata malissimo. Ne parliamo. Suggerisco loro di considerare che per come è fatta la scuola alla prof è dato molto potere e lei può fare paura ma in realtà dovrebbe essere lì per servire studenti e studentesse, metterli nella condizione migliore per imparare e studiare, la quale non è paura. Rispondono: ma loro fanno paura. Anna insiste: La mia prof. di francese è bravissima, ci fa capire tutto piano e per bene ma a me fa paura perchè è anche severa. Ma a cosa serve questa paura, chiedo? A studiare. Le prego di pensare che studiare dovrebbe essere per loro stesse, per la voglia di sapere e capire e anche per dare senso alla tortura della scuola che se non si impara nulla allora stare in galera per anni tutti i giorni a che pro. E poi mi raccomando: non dovete temere le prof. sono delle persone come tutte con nervoso, paure, cattiverie e umanità. se vi mette in difficoltà e abusa del suo ruolo mettendovi paura voi subite ma intanto pensate che chissà che tipo di mutande ha e come è la mattina con le cispe, prendetela per il culo e non sentitevi mai umiliate dalle loro cattiverie. 

Peccato non poter parlare con gioia di ciò che si studia ma dover dare istruzioni per sabotare la prigione 

giovedì 23 settembre 2021

all'infinito

 A cinque anni ancora se ti guardo in viso strabilio, non mi pare vero che tu ci sia e sia così un'altra da me e un'altra rispetto alla prima. Partorire una prima figlia è stato per me a 37 anni un evento capitale, un fatto della vita tanto universale quanto individualmente assoluto. e vabbè. Ma averne un'altra dopo 5 anni, quando non ci speravo più e vedere che è un'altra, diversa da me e d alei, un'altra ancora, mi sorprende. Finirà? ci si abitua mai a questo fatto della riproduzione del vivente? 

Comunque a parte ste stronzate volevo ricordare che: l'altra sera prima di cena tu piccola sdraiata sul pavimento della cucina, ti prendo per le gambe,ti tiro sotto le mie allargate, ti sto sopra e poi mi chino sul tuo volto ridente e mi dici: - ma tu hai fatto me? 

e io: - Sì!

- e tua mamma ha fatto te? 

- sì

- e io farò un figlio?

- se vorrai sì!

- e allora è così all'infinito e figlio e di figlio e figlio...ahahhahaa

Ridi della scoperta nuova di zecca, di una possibile fila infinita nel tempo, la vedi allungarsi in avanti. Per me che vivo al tempo dell'ecocidio, che ogni giorno penso che l'infanzia felice che vi devo è l'unico dono, arma, possibilità, senso per voi poiché il domani è quello della fine di gaia e quindi nostro, è meglio allungarsi all'indietro e ti dico: 

- e all'infinito anche all'indietro ma tanto tempo fa eravamo meno, c'erano pochi umini e donne che si amavano e facevano figli e dai quei pochi figli veniamo tutte e tutti così... siamo un pò tutti fratelli!

ebasta  

lunedì 13 settembre 2021

il cartucciao

 Il cartucciaio oggi mi ha dato la solita sola, ho comprato da lui la ricarica pseudo ecologica per la stampante, arrivata a casa non funzionava, non ci andrò più. 

Ma mi ha dato anche voglia di raccontare: pagato mi sono fermata e gli ho detto: - Il bimbo all'asilo tutto bene? 

Ricordavo che era in apprensione tempo fa. 

- sì si certo ha tre anni va alla scuola dell'infanzia del paese, dietro casa. 

- è al primo anno... 

- eh no è di gennaio, già al secondo, come me comincerà prima la scuola guadagna un anno 

- ah ma vedrete se è necessario, a volte forse spesso anticipare non conviene, poi ci sono fatiche...

- ma lui forse perchè lo seguiamo molto o per via dei cugini tutti più grandi, lui sa già molte cose, tutte le lettere dell'alfabeto, le canzoncine dell'alfabeto in inglese, i numeri fino a dieci in italiano e in inglese, usa anche il piccolo tablet che gli ha regalato un'amica..

Abbiamo continuato a parlare, gli ho demolito almeno le schede prestampate coi personaggi preferiti a favore di acquerelli, pastelli collage ma ci penso e ci ripenso. Prima di tutto lo sgomento: io non ho fatto niente di tutto ciò. E poi tutti i miei pregiudizi: il parco, i giochi, il sole, mai un tablet e pochissimi cartoni. Il prototipo della freak snob. Forse eppure ci credo. Ma dubito anche, di come sia questa altro tipo di educazione e o umanità, che gode di quello che c'è nella forma che ha, che non teme di spingere, potenziare, adorare un figliolo, forse semplicemente ci si dedicano di più e non temono la tv. 

Poi sono tornata a casa ho lottato contro il vuoto e l'ansia, sono vecchia decrepita eppure ancora non mi rassegno o capacito. Ho cresciuto finora le figlie con una scommessa quotidiana, come se dover lavare piegare cucinare organizzare fossero accidenti sbatti risolvibili inciampi in una vita che comunque è fatta d'altro. Ogni giorno accorciato e divorato in queste cose, accompagna parla ordina cura, mi pare una ferita, una sventura a cui mi ribello impreco mi guasto. Sarà sempre così? se avessi 35 anni al posto di 48 la prenderei meglio invece mi cola via l'ultimo sole mentre cerco di capire cosa vuoi fare quest anno se pallavolo atletica o pallone