domenica 7 dicembre 2008

girls

da quando una settimana fa ho visto lo spettacolo di Marta Gilmore, La strada ferrata, ci penso spesso. erano due figure di donna indimenticabili. anzi non donne, ragazzine. se la donna è il buco nero del dicibile, se è l'assenza che ti si annida bruciante proprio nelle viscere ed è in questa assenza presentissima l'inafferabile anello tra universale e singolo, proprio lì dove non è, allora la ragazzina ancora di più. lei rimane sul bilico di tante soglie, lei pencola sulla bocca di più trappole ed è preda di ogni carnefice, è l'assassina di più ordini, la ragassassina, povera unica che me ne frega lo dico farfalla, libellula, allodola, signorina e zoccola, sublimissima signora ragazzina. Grazi a marta e alle sue straordinarie attrici, la strada ferratadovrebbe girare molto in italia se ci fosse senso.
ieri pomeriggio festa ai sette palazzi (cfr.www.mammut.org), che vuol dire ai piedi dei condomini altissimi un praticello tra la strada e il nulla strappato all'abbandono e curato per mesi di paziente presenza, di servizio ai bambini. hanno costruito l'ottavo palazzo, una casetta di legno con lo scivolo e aggiustato lo spiazzetto di cemento dove prima si andavano a bucare, mettendo due canestri e disegnando il murale. c'era la festa,il vento freddo, la musica e un pò di gente da napoli, alcuni bimbi, pochi del rione perchè si vergognano quando ci sono estranei. la vita di allora, la vita degli anni passati quotidianamente tra quei palazzi, con quei bimbe e bimbe mi prende alla gola e mi lacera ancora. soprattutto quando la musica è stata alzata a palla e sullo spiazzetto due ragazzine hanno preso a ballare. pantaloni a vita bassa, il body che tira e scopre un poco di pancia , il maglioncino ridotto a un fascia sul seno, e loro due serissime, senza sincro, concentrate hanno rifatto i passi di britney, di jennifer di chi vuoi tu, ancheggiando offrendo mani braccia e culetto a un'immagine di sè che puoi solo cadere in ginocchio qui e ora e pregare per loro.

Nessun commento: