domenica 22 marzo 2009

la macchina perversa


a genova c'è una libreria che si chiama San Benedetto come la Comunità al porto di don andrea gallo. Io di questo prete so solo il nome e poi sapevo le cose legate al nome: voci, slogan, tutto positivo. Si può vedere il sito della comunità, tutti gli ultimi documenti sul forum droghe tenuto a trieste pochi giorni fa sono molto interessanti. il linguaggio e l'impostazione in generale di questa gente me li fa sentire fratelli. è stato molto bello passare un paio d'ore in libreria, sono tre stanze al primo piano di un palazzo, pare una casa privata col corridoio e gli ambienti pieni di scaffali e scatoloni di libri. Ti perdi scavi t'impolveri scegli e alla fine si concorda il prezzo con questo signore di cui non ricordo il nome, un tipo anziano e in gamba con cui si parla proprio bene. mi diceva di trieste, di giulio girardi che è stato grande amico di don gallo ed ora è malato qui in italia, di pedagogia abbiamo parlato. lui mi ha fatto un prezzo buono assai per
makarenko - poema pedagogico 3 voll
elise freinet - l'educazione popolare
celestin freinet - l'educazione al lavoro
antonio gibelli et alii - due secoli (enciclopedia di storia in tre voll anni 70 molto bella, non un manuale ma un libro per insegnati studenti e chiunque voglia sapere la storia del 900 senza pretese di nozione esaustività o imparzialità, belle illustrazioni)
collettivo la ruota - enciclopedia per ragazzi Io e gli altri (l'avevo già ma incompleta, troppo bella per non prenderla)

sì pedagogia ma intanto ho avuto piuttosto la testa piena di fumetti
Ho letto questo La macchina perversa di Cava e Del Barrio e mi è piaciuto molto, non è il loro capolavoro come immaginavo e mi ha spiegato FB ma cmq è bello.

Il grigio della coscienza cementificata dalla dittatura, che paga la sopravvivenza estendendo silenzio e sospetto in se stessa, giocando al gatto e al topo con se stessa che introietta pulsioni di autocensura. è vita che si piega o vita che filtra comunque? si può essere manichei o si può solo tendere alla nettezza?
ma il punto io credo di quel fumetto è una domanda sulla morte e sul sacrificio, su tutti i destini individuali che hanno giocato sulla tavola della storia una partita d'azzardo: chi è morto e come? chi e come è rimasto può dire e rappresentare? che valore ha tutto ciò che sotto il cemento è stato vissuto consumato perpetrato o difeso? una quesione di memoria: impossibile in senso integrale, proprio come l'eroismo. ma non meno in diritto di essere coraggiosa nei sogni e nella cultura. sempre traditrice.
ed è anche un metafumetto, si chiede fino a che punto una storia fantastica o condotta trmite stilizzazioni di genere possa veicolare su altri piani significativi messaggi molteplici. ma è pieno di dubbio, anche qui non dice se l'iconica schiuda sempre il suo fondo ricco oppure se si richiuda ermeticamente tacendo la vita che la ispirava.
questo per il contenuto quanto al tratto un bianco e nero spigoloso con delle variazioni fino all'aquarello o allo scarabocchio, sempre raffinate e torte a tratti in una sorta di espressionismo raffinato. c'è una parte di sogno che è stupenda, un treno che viaggiava riportando i capolavori del prado sotto il regime e ciò mi fa credere che questi due devono aver fatto un capolavoro che non ho letto nè è tradotto in italiano, come mi confermava FBoille.

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