Una notte di delirio e fiamme, tornare a casa e fare l’amore piena di desiderio poi mentre sei ubriaca il mondo intero si dà convegno attorno al letto. Vedi una pianta un grosso stelo verde di linfa e fibra attraversato dal sole ogni singola peluria contro l’azzurro sei piccola per vedere da così vicino questo fusto verde di pianta, dal basso contro il cielo, è la vita stessa che si stampa contro l’azzurro grazie alla luce, il confine è ciò che ti interessa in questo sogno che si ravvolge rapido come un fuso di fuoco mentre senti il calore che ti prende agli inguini e al ventre dopo l’amore ubriaca stesa sul letto-nave l’immagine è questa del confine del limite di come ora è verde e poi sulla linea millimetrica è azzurro quello è il margine ed è lì che si gioca tutto in termini di tempo di senso perché gli scambi e il divenire e la vita che si definisce lotta e consuma è nella carne della pianta invece sul confine all’ultimo ultimo confine che andresti cercando invano sotto il sorriso di zenone lì vive il grado zero
coloro che non hanno più bisogno di scambi, che non barattano non donano non commerciano che non scambiano più niente ma stanno e ricordano adesso e sempre che c’è un inizio che c’è una soglia e che questa coincide con l’origine coloro per i quali il valore non è più misura ma è solo stare e apparire
come per l’onda mentre ti gira la testa e pensi ecco adesso esplodo o mi disintegro e invece è il vino che ribolle riscaldato dal piacere e adesso ti si quieta nelle vene come l’onda che ha sulla cresta la spuma bianca ha un mutevolissimo bordo di aria acqua e colore che si ritaglia pure quello indefinitamente ma realmente contro l’aria e si sfa e si perde e ritorna anche quello è un grado zero
il nostro affannarsi sulla storia, sui regni confinanti, sulle macerie che inghiottono le città ritorna infine a quella solennità immutabile di gente sul bordo del mare o del campo gli ultimi le figure i nulli che senza individualità definiscono tutto ciò che per noi è dato come grado zero
Poi iniziò la festa e vennero tutti devo dire attorno al letto, oramai l’ebbrezza dell’alcol e del sesso era diventata un globo grazioso rotante di tempesta e presenza, si affacciarono tutti amici di ogni città e doveri e piaceri ma era un ritrovo era un convegno dove non c’era nulla da trattare solo il riconoscimento in un lampo e a te avrei voluto scrivere e noi abbiamo avuto e tu e tu e tu caro e cara e poi c’erano anche coloro che sono andati via prima del tempo in avanscoperta portandosi gli anni verdi come un sacchetto legato in cima al bastone lasciando quel sapore di guerra finita o da venire, l’eredità come una promessa che se giungerà un’ora non saremo vigliacchi non avremo paura di combattere come se fossimo al fianco e se son passati loro potremo passare anche noi tanto più di corsa con lo slancio della resistenza se servirà se servirà
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