lunedì 18 maggio 2009

neuroni in transito

Una cosa che lascia sempre perplesso e attonito l’Omino di Merda è l’appalesarsi al suo cervello merdoso del carattere supremamente ideologico della scienza. Egli sa bene che il difetto è nei suoi occhi ma non per questo è in grado di correggerlo e di percepire diversamente il potere mistificatorio degli apparati di produzione di quel genere di sapere. L’ultima merdaprova gliel’ha fornita un lungo articolo sull’ultimo n. della rivista “F la frollaggine delle Femmine”, allegata al famoso quotidiano PRR.
Il Tema era in realtà stato preannunciato fin dal mattino. La Signora S, intima dell’OminodiM, gli dice di aver inteso alla radio una trasmissione ove avevano parola due importanti psicologi infantili, anzi molto di più, uno psicologo e un neuropsichiatra (!) e i due sapienti spiegavano che i neuroni specchio ci aprono le praterie del futuro e ci apprestano le vie della comprensione: per quel che se ne sa adesso, ad esempio, tutte quelle cose del 68 sulla permissività e la liberalità nell’educazione sono dannose, cerebralmente dannose, dal momento che ci stanno i neuroni specchio e per via loro il baby ha bisogno di essere stoppato, deluso, diretto. Anzi il pianto in risposta al capriccio non esaudito libera addirittura ossitocina e altre sostanzine dopanti e stupefacenti nel sangue quindi… L’OdM non capisce, come sempre. Come sempre egli sa che in quella breve stagione di promesse e ricerca di libertà molto di vano e di superficiale e di male è stato detto, soprattutto per come è stato impiegato in seguito da molti che approfittarono delle occasioni per tutti a loro unico beneficio e siedono ora nei gangli del media-potere velenoso ma suvvia!, non può fare a meno di pensare, ma che cosa è questa cerebro macelleria che intende dirci quel che il sapere civile e umanistico già sa rivelarci in modo molto meno manipolabile e autoritario? Chi leggendo bene e ben vivendo non comprende che il bambino non deve esser messo di fronte alle scelte prima del tempo, che ha bisogno di confrontarsi con figure adulte che tramite il limite strutturano la sua ansia, che l’educazione passa anche attraverso la fermezza della posizione dell’altro che in tal modo pone e ripone la sua realtà e che il linguaggio degli occhi e del corpo oltre che quello delle parole induce ad accettare le forme dell’adulto rispettoso? Pensierini di merda, di neuroni specchio appannati.
Come è come non è, dopo aver fatto brutta figura con la sua amica S che lo riteneva arrogante e superficiale, l’OdM si è ritrovato a sfogliare sul cesso la suddetta rivista e ha potuto degustare un luminevole articolo titolato “Neuroni in transito”, transito scritto in verde e in giro per la pagina ci sono delle fotine in cui lo sfondo nero baglia del verde fluorescente emanato da montagnole gelatinose alludenti, con la loro superficie irregolare, all’organo nostro contenuto nel cranio. All’omino di merda ovviamente piace leggere in bagno, ci passa molto tempo, ha una serie di letture apposite, confonde spesso il piacere sfinterico e quello intellettivo con effetti proficui per entrambe le funzioni e così mentre si ripete stizzito che il nesso fra mente e cervello non dovrebbe essere stretto a sproposito, trova curiosamente rispondenza tra le deduzioni dei fotografi neuronali e tutto ciò che per via di esperienza studio ricerca politica e pratica libertaria hanno scoperto lui e i suoi amichetti. Questo lo dovrebbe indurre a pensare qualcosa sulla bioscienza contemporanea, sul suo carattere ideologico e scientifico e sulle possibili (?) auspicabili (?) relazioni con gli addetti nell’ambito ma è roba superiore alle sue forze e alle sue abituali escrementizie ambientazioni.
Vediamo che c’era scritto: “nel teen ager la capacità di adottareil pdv dell’altro deve ancora perfezionarsi”. Lo ha SCOPERTO una neuro scienziata. L’OdM pensava che vivendo con gente dai 11 ai 16 si vedesse di già esattamente, senza scoprire, come buona parte della cura vada investita in quella direzione: costruire le capacità di ascolto comprensione immedesimazione e il tutto tramite pratiche lente e di dedizione che costruiscono pure ciò che si chiama cittadinanza (o amore del prossimo) e nelle quali attività avventurose sociali e artistiche hanno un ruolo decisivo. Invece bastava stare in lab e fare foto al cervello con “risonanza magnetica ad alto potenziale e scattando migliaia di fotografie a cervelli in crescita”. Ride sulla tazza del cesso al pensiero dell’acne e del tremolare del cervello in crescita. Prima, dice l’articolo, “si pensava che lo sviluppo cerebrale fosse completo a 12 anni”. L’OdM si rende conto che per lui la parola CEREBRALE non ha alcun significato. Le persone vive a 12 anni che vede lui entrano invece in una fase di sviluppo travolgente e buffo. L’articolo dice che a sei anni il cervello diventa grosso e pesante in maniera definitiva ma dentro (?) le connessioni sono fittissime e accelerate e solo col tempo si selezionano e sfrondano. “L’ultima parte a subire il processo di sfrondamento è la corteccia prefrontale, sede delle funzioni di pianificazione, dell’individuazione delle priorità, di organizzazione del pensiero, della soppressione degli impulsi e della valutazione delle conseguenze delle proprie azioni”. Ed ecco qua, pensa nell’autopuzza che si dissolve, un bel ritratto del carattere adolescenziale. L’adolescenza esiste come categoria dal secondo ottocento ma ciò non vuol dire che prima, seppure minoritariamente codificata, non esistesse come stato ed età dell’uomo,lo stesso vale per l’infanzia. Man mano che l’ordinamento nazionale e industriale domandava la determinazione sociale dell’individuo su scala gigantesca e con minime possibilità di evasione, l’indefinitezza dell’adolescenze assurgeva a mito, a simbolo romantico di una promessa di eccezione e di riscatto, giovinezza che nella sua incapacità di calcolo di realismo, di cinismo rinnovava la possibilità di rivoluzione o di rivolta (Radiguet, Rimbaud ecc). Belli che siano, ladri o soldati o giocatori, destinati forse a tragiche fini, essi incarnano il sogno perché non prendono bene le misure per il salto… Rimanda ancora il bidè e continua a leggere: “A far disperare i genitori non è solo la ben nota tempesta ormonale della pubertà ma anche l’immaturità di un cervello lontano dall’essere del tutto sviluppato. Proprio quando è nel pieno dei lavori il corpo subisce l’assalto ormonale della pubertà e a livello cerebrale si crea un ingorgo biochimico. Gli ormoni sessuali hanno un’influenza diretta sui neurotrasmettitori, i messaggeri dei neuroni, che regolano umore ed eccitabilità”. All’OdM si irridigisce stizzito l’anello del c, non sopporta questa notomizzazione teatrale dei processi fisiologici come se l’individuo fosse fatto di pezzi in commedia: ecco il corpo che sfronda, ecco che arrivano gli ormoni, ecco che saltano addosso ai neuroni, ma che è? Lui è solo un omino di merda nel suo bagno ormai appena puzzonito e non capisce di che sapere e scienza si tratti, lui sa solo che chi si occupa di pedagogia e di educazione, chi ha la fortuna impegnativa di attraversare situazioni in cui c’è gente di varia età che interagisce creativamente, sa insomma che avendo a che fare con preadolescenti e adolescenti si sa che tutta la personalità sociale è in costruzione e che la loro spettacolare e scomposta voracità di mondo si rivolge alla sessualità, chiave della vita comune assieme al potere, e che difficilmente combaciano desideri fantasie possibilità e nemmeno molti e molte di loro sanno distinguerli ed è un lavoro di merda appunto guidare senza deformare, lasciar fare senza stroppiare eccetera eccetera. Ma che minkia vuol dire, sì si eccitano e turbano e hanno comportamenti confusi scomposti e anche lesivi a volte in materia sessuale ma ciò una volta che l’hai definito con la tempesta biochimica che ingorga a che conoscenza ci ha condotto? Che cosa ha detto della realtà di questo e della sua relazione col mondo e coi valori e con le comunità? Un altro neuropsichiatra aggiunge che la dopamina nel cervello fa in modo che le sensazioni giungano in fretta al culmine (sic) così gli adolescenti le bramano e indulgono a ricerca del brivido nonché della droga e alcol. L’OdM pensa che la gente che lui sa bene pippare e bere a 16 anni fuori dai bar se ne sbatte della dopamina, ma che potere ma che cultura c’è ma cosa stanno facendo i dottori neuero nelle nostre università? Già si è dovuto abituare ad articoli su come esista il gene del giocare bene a racchettoni o quello del valutare la cottura del polpettone nonché della generosità o coprofilia ma adesso sta cosa delle foto cerebrali pure….
Senochè l’articolo in chiusura cambia tono, sostiene di non voler invitare “al fatalismo del tutto geneticamente determinato” (sic sic) ma ricorda che “L’importanza degli stimoli è sottolineata dagli stessi neurosienziati”. Bravi! applaude l’OdM seduto comodo e senza mutande. “In questa fase della proliferazione delle connessioni tra neuroni, psicologi e genitori assistono a una totale disorganizzazione, spesso a regressioni. Nello stesso tempo il cervello è più ricettivo, pronto a sperimentare e ad apprendere. Le sue potenzialità sono paragonabili a quelle del bambino piccolo che impara a parlare». E qua l’entusiasmo dell’OdM è totale, si trasferisce per l’ultimo paragrafo sul bidè e si compiace di sé, di essere andato in giro come un cretino a ripetere a tutti che la Montessori chiama la gente tra gli 11 e 14 anni “neonati sociali”, che è vero e infatti hanno bisogno di cure e stimoli altrettanto generosi continui e affaticanti i cui risultati si misurano e raccolgono solo in seguito. L’OdM sostiene però che il neonato sociale ha bisogno della famiglia sociale, che la relazione coi genitori è ancora chiave ma che la sua curiosità, apprendistato, mente sono rivolte alla società e quindi bisogna dare loro stimoli e giochi e materiali e ambiti educativi adeguati: contatto con persone di tutte le età e in particolare giovani appena più grandi come fratelli e sorelle maggiori, viaggi , presenza nei luoghi del lavoro e della produzione, campi di soggiorno e autogestione dove sperimentare la socialità e la responsabilità ma sempre in presenza di esempi autorevoli, essere messi in grado di trovare le loro inclinazioni e talenti pur continuando la formazione generale e che questo non può essere del tutto demandato a uniche agenzie educative ecc ecc Poi si dà una calmata, pensa che i suoi pensieri sono vaghi storpi monchi inutili banali informi e miseri e prima di bagnarsi le mani e di rinfrescarsi nettandosi, l’Omino di Merda conclude la lettura: “Gli studi sono in corso ma è evidente che le potenzialità di un cervello così plastico e in evoluzione sono immense. Una buona idea è far coincidere stimoli ambientali e inclinazioni dell’adolescente ad esplorare e mettersi alla prova. Perché allora non offrire ai cervelli in crescita l’opportunità di vagabondare nel mondo fisico , intellettuale ed emotivo, anche solo con un’esperienza di viaggio all’estero? L’ambiente modula le risposte del cervello di un teen ager e il risultato lo si vedrà a 25 anni”. Ma allora Omino di merda cosa hai contro la Scienza? Non vedi che lei senza guardare in faccia a nessuno ti viene in contro con la verità? In un mondo dove vagabondare è una parola che si vorrebbe cancellare i neuropsichiatri invitano a rendere laboratorio di cittadinanza la città e a consentire che l’azzardo incalcolato e imprevedibile dei giovani torni a fecondare il futuro delle sue inaspettate reazioni, evviva il lactacyd.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grandioso, Omino: un trattato di pedopsicologia! Prometto che farò di tutto per trovare un editore disposto a pubblicarti. E grazie a te, cara Franca, sua infaticabile portavoce. Ti voglio bene e ho voglia di rivederti e risentirti,
Un amico ed estimatore