venerdì 3 ottobre 2008

Lettera a gigi sull'antiautoritarismo

Caro gigi, ieri sera quando sono tornata a casa le parole in libertà che ci siamo scambiati durante il viaggio di ritorno mi hanno fatto riflettere. E ho capito quanto di superficiale ci fosse nel mio criticare la proposizione di Berlino :
Noi sosteniamo che, in qualsiasi contesto educativo, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, hanno il diritto di decidere individualmente, come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e abbiano il diritto di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzati, in modo particolare le loro scuole, stabilendo, se ritenuto necessario, regole e sanzioni.
supponendo che fosse semplice avviare una discussione sul tema dell’autorità.
Le questioni devono essere poste in maniera ordinata. Pensa dunque all’entusiasmo di Grazia davanti al parco, pensa cosa puoi vedere: le esplorazioni, i giochi, la raccolta dei materiali, gli esperimenti con l’acqua, i classificatori, lo studio di piante animali e minerali, l’orientamento nello spazio, il cammino del sole, le variazioni delle ore del giorno e delle stagioni, gli stimoli sensoriali e la curiosità. E se procedi da questa visione al come ti rendi conto che due sono le condizioni: l’organizzazione dell’ambiente e l’offerta ordinata delle esperienze di conoscenza. Che devono essere ben strutturate e varie. La varietà rispetta l’orientamento dei singoli che devono essere liberi di scegliere e apprendere con i tempi e i tentativi adeguati, riunendosi spontaneamente in gruppi e orientati alle diverse attività. Questa primaria libertà nell’apprendimento e nella costruzione del sapere è vitale. Altrettanto lo è non intervenire violentemente cioè di autorità, con il rimbrotto la costrizione la correzione la coercizione fisica o psicologica. I testi di Montessori e Wild per esempio dimostrano bene come le regole ci siano e guadagnino adesione e forza in maniera funzionale al benessere della comunità.
Questo significa educazione antiautoritaria, ma non solo.
L’offerta ordinata dell’esperienza conoscitiva si rifà alla tua frase sulla necessità che senti di apprendere nuovamente e chiaramente le basi della cultura. Nel momento in cui ti senti impegnato ad offrire ai bambini la mensa del sapere ti tocca fare uno sforzo di chiarificazione profondissimo. Sistemare e rivisitare la conoscenza al vaglio della coscienza, ispirata dal rispetto della vita. È uno sforzo grandissimo di onestà e di impegno intellettuale, perché bisogna sceverare il necessario e il meglio, selezionando per importanza e senso, scegliendo e ordinando in modo che tutto sia messo a disposizione dei nuovi, con la convinzione che c’è stato un progresso e altro ne verrà col loro riprendere, risapere e inventare di nuovo e oltre.
Ma non è così semplice. Abbiamo detto che vi è qualcosa di religioso nell’adesione a Montessori. Ti dirò di più che non può esserci ideale e pratica educativa senza fiducia (fides) nell’umanità o nella vita o nel senso, come preferisci. La Dottoressa ha dimostrato facendo che c’è una via per il meglio dell’umano. E molte allieve furono quasi suore laiche, dedite ad apprendere ed esercitare quel modo di vivere assieme ai bambini e alle bambine. La pratica ti protegge dalla deriva verso il delirio (ideologico) della salvezza dell’umanità. Non bisogna pensare oltre il ben fare, o se si fa deve essere una preghiera personale.
Infatti tutto il resto è sempre presente. Il resto è l’orrore della vita come una carogna brulicante di vermi, l’umanità stessa è un contorcimento osceno di cieca vita dannata, ove la violenza la sopraffazione il delirio bestiale e la cancrena sono sempre presenti.
Ma c’è anche altro, la lunga storia di natura e cultura è appunto iniziata da pochi giorni. Un progresso, per pochi in pochi posti, c’è stato. Devi avere fiducia o fede e fare. Il segreto di ogni buona educazione è unire pratica e teoria, agendo nel fango con gli altri si accendono le tracce del possibile e della speranza. La pratica, i sentimenti, il corpo, la conoscenza: queste cose assieme, di modo che l’animale e lo spirituale (per noi che occidentali ragioniamo così) si diano man forte a vicenda. Saranno sempre esperienze minoritarie. Non lo so, non sta a noi saperlo, intanto lasci tracce, luce nel buio, mantiene viva un’altra potenzialità dell’umano, vedi come andiamo cercando e riraccontando le tracce di chi ha fatto come vorremmo. Un sapere esoterico? Solo nel senso che si tramanda così, da pochi a pochi finora.
L’adolescente: lì vedi che irrompe la storia e la violenza organizzata e crudele, sociale, l’alleanza animale culturale nel suo momento demoniaco, l’adolescente è il bambino che diventa uomo e si confronta col tutto adesso, ed egli vorrà scopare e avere e sapere chi è e non sarà più il bambino ma diventa l’uomo/la donna nella città ovvero tra coloro che come caino si portano in fronte….
Quello è il momento in cui non bisogna cedere, in cui deve continuare a stare con i più piccoli e i più grandi, in cui la pratica diventerà lavoro e abilità perché da quel momento la sua finitezza miserabile gli si svela e bisogna allora vincere la prova. Erano lì capisci i riti di iniziazione, l’entrata nella scietà dopo lì apprendistato di socializzazione, la prova di sopravvivenza per vedere con quali menomazioni troverai il posto. Come si può pensare di non portare i tredicenni in campeggio, di non fargli apprendere lavori manuali, di non lasciarli piegati per giorni su un tavolo da disegno d’architetto o in un’officina di fabbro. E non serve pensare che fino a quando le fabbriche funzioneranno così, fino a quando la cina e l’india massacrano i tribali c’è solo dannazione. è sbagliato, tu inizia da dove puoi, come meglio puoi. E senza autoritarismo, senza brutalizzare chi da solo affronterà la prova quando si presenta, senza
Perché mi ha ferito il saggio di goodman: perché si dava del buffone di corte, perché ti dimostrava l’impossibilità del semplice bene immaginabile e mi chiudeva dentro la prigione dell’utopia dove o ti fai cinico o accetti di recitare il film della tua vita separandoti definitivamente dalla dimensione intermittente ma rigenerante della spiritualità. Però gli anarchici odiano i preti.
Lavoro comune e costante tra gli insegnanti per chiarire il sapere e approntare l’esperienza culturale, per mettersi al servizio, anche nella formulazione di arno stern o nell’assitente all’infanzia di costa gnocchi si parla di servizio, di servitore. Vedi che nobiltà assume, servitori della vita come forma superiore di esistenza, come saltare in un balzo solo la trappola dialettica servo/signore, perché nel sottomettere il meglio alla vita trovi tu stesso continua occasione di perfezionamento e di vita. Se vogliamo provare a fare una scuola diversa bisogna lavorare duramente e cooperativamente preparando le lezioni, i material, i luoghi, i contenuti, i percorsi e l’attenzione rispettosa. Noi siamo stati educati tutti in una maniera autoritaria e dobbiamor ecuparare dentro di noi in primo luogo l’approccio libertario.
Certo erano tutte signore nobili, la regina margherita, le dame, i ricchi, come forse ricchi sono i maestri di k per esser così belli, ma non importa, lo vedi che è così. Esperienze minoritarie e più che pregare, intellettualmente pregare ma pregare che diventi altro, che rimanga anzi si diffonda e contagi, che altro rimane? Ghandi è morto assassinato e subito dopo nella Partizione un milione di morti fratello contro fratello. Non guardare e fai tutto è in tua possibilità perché non accada. Immagina ghandi oggi fotografato con gli occhiali da sole in vacanza sul motoscafo di bill gates nell’egeo. No.
Ricorda i sentimenti . pensa all’esperienza cemea, quando dice che c’è entusiasmo, crisi e poi risalita e che bisogna ritornare non soli alla partenza trasformati. Perché all’inizio vivi quello che può essere la bellezza di stare assieme e secondo quei valori e quei modi. Poi ti scontri con l’orrore di ciò che generalmente e sempre siamo, dell’ingiustizia della violenza, della schiavitù abominevole di sempre. E disperi. Poi fai, continui a fare. A dormire assieme, a giocare a pulire coltivare sistemare imparare assieme e ti riconduci alla tua misura di equità, al sentimento coltivato. E quando torni nella tua città non sei solo/a ma hai almeno due o tre compagni con cui sostenerti all’opera.
Questo e altro ho imparato nei preziosissimi giorni che abbiamo passato assieme. Antiautoritarismo e libertario, da là non si scappa.
E questo fatto che le lettere e i messaggi corrono così veloci, che possiamo agire anche virtualmente in modo di verso non possiamo ignorarlo. Aiutami a lavorare ed essere operativa. Baci.
p.s. la sforzo riflessivo sulla propria cultura che ti obbliga a fare la preparazione di tipo montessoriano non dico che porti al relativismo ma a qualcosa di simile perché la manualità e la terrestrità spirituale di quel tipo di insegnamento ti cala consapevolmente dentro alla tua cultura e il tuo posto ma ti dispone naturalmente ad accettare che altrove, in un'altra natura o lingua gli altri apprendano e agiscano diversamente. In qualunque cultura è possibile in modi specifici la liberazione antiautoritaria. In qualunque luogo può, ha potuto fiorire il metodo montessori.
Utopando ancora: vedi bene che il famoso problema della sovrappopolazione è una malvagia bestialità, che nel momento in cui si affermano valori libertari la comunità cura e migliora se stessa accogliendo i nuovi e solo da vere esplosioni di vita e amore nascono i figli, non oltre necessità.
Concretamente: sono stata goffa a dire così su berlino. Se i bambini fossero cittadini fin dall’inizio sarebbe integralmente possibile. Oppure accade dentro summerhill. E non può essere al momento altrimenti.

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