sabato 13 settembre 2008

nervosetti

«Sono nervosetti». Corpulento, massiccio il buttafuori va dietro a Cecio che si allontana, scantona sotto un altro stallatico, per raggiungere il bosco in fondo allo spiazzale.
Sono lunghe piattaforme di cemento con una lisca al centro e coperte dal tetto, stalle di cemento, ci legano bovini o così. Ma non ce li mettono più gli animali, ed è un sacco di spazio libero e vuoto, vicino al fiume, all’argine. Le roulotte dei rom sono proprio nella strada che costeggia il piazzale delle stalle e il grande palazzo delle fiere. L’Autunno pavese è una tradizione, sabato porteranno anche gli animali, e alla fine della serata i giovani non potranno raccogliersi sui gradini degli stallatici vicini all’uscita del padiglione, per bere il vino acquistato e fumare. Ora la serata è finita, ci invitano a lasciare il cortile delle stalle uscendo dal cancelletto cha dà sulla strada. Siamo gli ultimi.
- Hey l’uscita è di là.
Lo fermiamo, il Pine gli dice – Va a pisciare, ora andiamo.
Sente e torna lentamente verso di noi. È grosso coi baffi e un codino di capelli radi neri: – Ho capito che era una buona causa- . Risate. - No perchè di là è buio deve stare attento. Ci sono i rom.
Lo guardo stupita: – Perchè, che succede?
- Eh, è pericoloso. Sono nervosetti questa sera.
E lì riconosci tutto, una memoria freschissima ti viene. Un odore di violenza acutissimo, è accaduto solo ieri, ce lo volevano insegnare fino a poco tempo fa. Lo riconosco come già testardo ostinato, accanito sulla ragione di detestare quelli là. Animalizzati,bestie dietro il recinto, nelle loro tane, nervosetti, se vai accanto al recinto mordono o ti agguantano e tirano dentro. Bestie.

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