lunedì 6 ottobre 2008

Ballestra, piove sul nostro amore

Già l'anno scorso aveva scritto per Il Saggiatore l'ottimo: Contro le donne nei secoli dei secoli. Adesso questa ricerca sull'aborto, fatta di letture di viaggi di interviste, narrata in una lingua personale e colloquiale che mischiando abilità sintattica e inserti gergali diventa bella prosa. La scrittrice racconta un viaggio compiuto quasi con spirito di servizio, per offrire un contributo di conoscenza alle donne, cioè alla possibilità per tutti di essere civilmente all’altezza dei tempi. Con modestia e con costanza affronta il tema andando ai convegni pro-life, negli ospedali, a intervistare medici abortisti o storiche femministe, raccogliendo storie di ieri e di oggi, mettendo in luce lo spostamento culturale cui è andata soggetta la questione abortiva nel momento in cui sono cambiate le condizioni storiche della sua praticabilità in termini sociali e tecnologici. Meno donne che lo fanno, più distanza dal mondo dell'aborto clandestino quando a tantissime capitava di viverlo, esaurimento della spinta politica del movimento delle donne, nuova realtà sociale, vedi l'immigrazione, ma soprattutto nuova realtà tecnologica dove in trenta anni tra trapianti, inseminazioni, rianimazione, eutanasia la questione cosiddetta biopolitica ha assunto un'altra configurazione. E la scrittrice non arretra, davanti ai discorsi e alle realtà di "un nodo esistenziale, politico ed etico. Dall'aborto passano molte cose che investono oltre che le vite delle singole persone, intere società che si trovano a misurarsi e modularsi con riflessioni e innovazioni di principi e valori, sistemi e possibilità molto divergenti tra di loro" (p.125). La Ballestra tiene assieme narrazione e indagine,quest'ultima non specialistica ma capace di coinvolgerla interamente come donna, e come intellettuale politicamente avvertita in un mondo dove davvero non è più ideologia ma politica sul corpo ciò che ci preme in tanta moltitudine. A un certo punto, dopo aver messo da parte il blocco, il registratore, i libri, lo sforzo intensissimo per capire e registrare, candidamente dice : “e io che pensavo di proporre corsi monografici o seminari sulla storia delle donne. Sulla storia delle donne. Nelle scuole di ogni ordine e grado, ma a maggior ragione nelle facoltà di ostetricia e ginecologia". È uno slancio di ingenua immaginazione sociale che invita a ricercare e sostenere in prima persona un altro tipo di futuro.
Un lavoro molto bello di facilissima lettura, grandemente documentato, inchiesta sociale quando riflette in tutta la sua mutevole ricchezza la voce di chi è coinvolto, consapevole che la capacità di narrare storie, e l’amore di farlo, possano essere un utile strumento per chinarsi con voglia di comprensione sulla vita.

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