Dal 15 sett ad adesso ho letto:
Bajani, Domani niente scuola, Einaudi
Carson McCoullogh, Il cuore è un cacciatore solitario, Einaudi
Alice Munro, Il sogno di mia madre, Einaudi
Silvia Ballestra, Piove sul nostro amore, Feltrinelli
Bégaudeau, La classe, Einuadi
Vedo ora che sono quasi tutti Einaudi.
Domani metto brevi recensioni.
Intanto dico che mi sono piaciutti tutti tranne quello di Bajani (di cui il precedente, Se consideri le colpe, davvero apprezzabile) che ha fatto sporchetto lavoro giornalistico, pur scrivendo sempre bene e bene davvero. è andato in gita all'estero con tre classi di Liceo (di Torino, Firenze e Palermo), ha parlato e viaggiato coi ragazzi/e e poi ha raccontato l'esperienza. subito intervistato dai media come nuovo esperto di pedagogia e scrittore che finalmente ci dice come sono e chi sono i giovani. lui stesso dice che la scuola voleva capirla, mica è l'africa, mica sono laggiù dietro lo schermo come i neri dei villaggi. già il paragone mi dispiaceva, quanto alla portata conoscitiva del suo viaggio ho dubbi.
anzi metto qui la mail delirio che ho mandato in proposito a Nicola e poi per oggi già basta. Devo, dico devo, scrivere un paio di pp. su Begaudeau. e fare l'inchiesta.
Un'abbagliante cecità. Lo capisco, guarda, lo capisco e potresti pure tu, che le loro intelligenze, la freschezza, la gioventù t'incantano. Ma cosa credi che non succeda? è una sirena, come non volere essere giovani sempre. Si può in sè. è questo che non trovo nel libro: ma tu ch dici IO dove sei, che modo è così, fratello maggiore - grande fratello, ma quello non è fare qualcosa assieme è osservare appunto. c'è un disagio del consumo così ben strutturato, così suadente e serpente che non è facile svilupparsi dalle sue spire. i fetentoni si sa sono coatti a priori, ma resistenti, un pò di saliva se la tengono sul labbro, qui è più dura...ma appunto lui dov'è? nell'anfratto rovente del corridoio? poteva camminarci in mezzo con un libro e un fiasco in mano...scherzo ma sovrappenso: cosa ci dice davvero del futuro, dato che riparte da questa cecità abbagliante, non c'è stato modo di spegnere un attimo il lavorio del consumo, di dire cosa è davvero il sapere non sapere che hanno ingoiato, il domani che si aspettano, la fine o la paura che li sottomettono? corpo corpo fosse solo pure il ballo liberante dell discoteca, dimmi ancora di questa disco davvero è ancora così, va tutto bene, sudare slinguare e nient'altro. lo sapevo ho già sofferto tutto quello ma intanto dal divanetto anche allora vedevo altro, in ogni abito pelo sguardo. Lo dice alla fine ha stretto un patto di fiducia, si è impegnato, allora si è frammischiato davvero a quelli personi, e allora rappresentami questo, il tuo implicarti con un universo affettivo nascente in espansione travolgente che si mangia persino pregiudizi, ricchezze sguardi ma minkia non esiste mondo mai tra questi ragazzi? non c'è un nerocinese? e lui: luna park gita è il consumo, è il demone ma lui con chi ha fatto il patto coi ragazzi o col biscione che ci tramuta in (li) in ultracorpi? sono aridi? non hanno nutrimento? non risvegliano intelligenza per non poterla poi appendere a nessuna fonte? o no? scoprono il mondo, sempre ti prende, ma non capisco questa storia cosa ci insegna. la scuola la cultura che ne appare, gli adulti sono spariti, il lavoro li aspetta, sono sereni e tutti belli, una cecità abbagliante, abbassate la luce.
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