martedì 10 novembre 2009

inut

Quando prendi la metropolitana, se è abbastanza presto, la persona con la pettorina gialla porge al fiume di gente le copie di city. Anche fuori dalle stazioni dei treni o dentro i bar puoi trovare cumuli del giornale gratuito, sui sedili dei vagoni ti aspetta una copia stropicciata marcata dalle dita infette dell’untorino. Comunque la cosa bella di city è che riporta notizie rare. Sono dei quadratini di due -tre centimetri negli angoli delle pagine e contengono interi romanzi, istantanee rivelatrici del nostro mondo. Leggine una come se fosse un francobollo psichedelico e guarda alcune inquadrature del film a cui appartiene (venerdì alla stazione di Greco Pirelli mentre la gente digitalizzata beveva caffè e sfuggiva oltre-dentro i vetri ho letto che):
- A mexico city tre medici e un’infermiera dicevano ai genitori che il bambino era morto durante il parto e poi vendevano il neonato a mille euro. Ora tu vedi lei l’infermiera che scalda per due o tre giorni la creaturina e poi la passa all’abbraccio dei disperati paganti e di là il volto dell’attore che imbastisce la menzogna, in piedi di fianco al letto nell’ospedale affollato, ai semplici della terra che un altro dolore si caricano sulle spalle prima di tornare a chissà che paese o casa della metropoli.
- 6000 contadini poveri dello Hubei, regione Cina centrale, vendono il sangue per diciotto euro. La fila ecco pensa che fila e quante sacche di sangue viaggiano poi sui camioncini di latta sull’orizzonte delle steppe lunari, verso la città
- Negli ultimi tre anni 50 caschi blu in missione di pace sono stati condannati per stupro. Non ci dicono chi, dove, da dove, ma questo film è abbastanza facile da farsi.
- A siracusa, nei dintorni di siracusa, una donna confessa di aver ucciso il suo vicino di casa ottantenne perché raccoglieva cicorie nella sua proprietà. Gli ha spaccato la testa con un sasso e poi gli ha scagliato contro i cani. Anche nel film Il vento fa il suo giro c’era una vecchia simile. Immagina i silenzi di mesi che diventano l’ossessione del recinto. Forse c’è un antefatto, forse un rancore che affonda le radici in un episodio di cinquant’anni prima, il torto di un giorno che ha scavato fino ad adesso oppure no, semplicemente il recinto e la povertà. Il cielo di che colore era? L’uomo che panni indossava e che coltello usava per svellere? E le grida, quali grida hanno incitato i cani a mordere il fantoccio?
- In provincia di avellino un uomo di 65 anni abusava sessualmente di nuora e nipotina di 5 anni finché la madre, 25 anni, si è decisa a denunciarlo. Questo genere di film è meglio non girarli.
- Una cosa tipo: lei si sveglia di notte, nella loro camera, nel loro letto. Scivola piano verso il bordo del materasso e poggia i piedi sul marmo gelido poi si alza ma chissà, il ginocchio che si piega all’improvviso, perde l’equilibrio, casca a corpo morto su un lato e come in un film di lynch il vecchio comodino col ripiano di marmo rosa conficca il suo spigolo, familiare umile spigolo, nel cerchio molle della tempia. Il rumore lo sveglia, la chiama, il cuore gli batte follemente dalla paura che lei si sia fatta male, che le sia accaduto qualcosa di male, tende il braccio convulso verso l’interrettore della luce, in un istante è in piedi dall’altra parte del letto, la vede a terra col laghetto cupo attorno alla testa e gli scoppia il cuore, un dolore stellare, incontenibile lo trafigge e le cade sopra, confusi nell’ultimo calore. (lei cade e muore, il marito ha infarto)
- In Florida baby sitter rapisce la piccola di sette mesi che le era affidata, la ritrovano dopo cinque giorni, la teneva in una scatola sotto il letto, arrestato anche il marito. In questo film devi vedere i due giovani scoppiati. Tipica ambientazione americana, case prefabbricate a un piano, moquette nel living e anonimo suburbio, loro due senza parole nella cucina, dietro gli occhi ottusi la telecamera cerca di sondare i motivi e le sensazioni del gesto. Volevano soldi? La sera quando lei tornava a casa parlava della ricchezza di quella casa dove lavora e odiavano? O nel silenzio incompreso e violento della storia d’amore lei ha sviluppato un doloroso desiderio di maternità che lui le ha fatto ringoiare e lei si è portata via le piccola, si è presentata a casa col fagottino e lui ha pensato al riscatto. O sono entrambi balordi e l’hanno presa e basta, parlando così dell’odio per i ricchi, del fatto che a lei la piccola piace, del fatto che vogliono partire, andare via e chissà perché si vogliono portare pure la neonata. Comunque la baby è lì, dentro la scatola di cartone con la copertina sul fondo e l’odore cartonato le riempie il naso e la stordisce, vede due fessure di luce incrociate e un silenzio ovattato, non le dispiace quella tana dove l’hanno messa e il movimento frusciante quando la sfilano da sotto il letto, lo struscio sui granelli di polvere del fondo della scatola e le alette di cartone che si aprono e il latte tiepido dell’abbraccio straniero, cosa le rimarrà?
- Gli Yanomami dell’Amazzonia vengono sterminati dal virus suino. Venezuela e Brasile hanno recintato la zona e mandato medici per curare. Il protagonista del film è il giovane medico brasiliano, il suo viaggio in elicottero e senza parole la sua relazione con loro, coi piccoli uomini nudi. Senza parole perché lui guarda e basta, capisce qualcosa ma riflette negli occhi l’altro. Una vera esperienza di alterità, non è cura, è conoscenza. Tanti anni fa ho visto un documentario sugli Yano e non lo scorderò mai. Due gruppi che abitano sulla stessa riva del fiume hanno accumulato motivi di rancore e debbono porre fine all’inutile lotta che li contrappone. Organizzano una festa. Mangeranno un grande pastone di banana e polvere delle ossa dell’ultimo onorato vecchio che è morto in una delle due tribù. Prima però il rito: gli uomini si mettono in fila indiana (ahahah), i due capofila si fronteggiano, chi dei due ritiene di essere stato offeso si sfoga contro l’altro che tiene le mani dietro la schiena e si becca senza reagire gli spintoni e gli schiaffoni. Finito loro tocca ai secondi, quello dei due che ha offeso mette le mani dietro la schiena e prende gli schiaffoni di chi deve liberarsi del rancore e così via. Dopo bevono e mangiano assieme, ridono. Alla fine si drogano con una droga potentissima che succhiano con la cannuccia da una specie di cocco. Dà come una botta alla testa, poi ti scende del muco dal naso e poi sei sballatissimo.

1 commento:

edoardo.acotto@gmail.com ha detto...

Sono il solito incoerente, ma quel che mi piace di più è il film di Lynch...