venerdì 20 aprile 2012

time after time


Da quando c’è la bambina i morti mi stanno più vicini. È così come nelle fiabe, un coro attorno alla culla, un omaggio alla nuova grazia. (la curano, la proteggono?)
Da quando c’è la bambina io sento la loro presenza, la loro attiva presenza, più e meglio di prima. Per amore suo, per i suoi intrinseci meriti che sono quelli di tenere daccapo le fila del nostro mondo, di quello che noi, io e loro trapassati, intrecciammo assieme. Adesso lei è qui e il nostro tempo assieme ne riceve un’altra grazia, una nuova dimensione in cui ci è dato un altro incontro.
Questo è credo quel che accade.
Una volta rammemoravo le città solo nel piacere. Sapevo che stavo per godere, che quel sesso sarebbe stato bello e vetta, quando arrivava la visione. Può sembrare buffo, mi sono sempre chiesta come raccontarlo, ma è semplicemente così: vividissimo puro il ricordo di un momento, di un luogo. Rapita da quel piacere prima che dall’altro, un segnale che sì andava bene, questo è buon sesso, ora parti. Angoli, luci, sensazioni di città, frammento del tempo ridonato perfetto.
Ora mi accade anche senza sesso, in maniera più quieta, il ricordo sensoriale è altrettanto preciso ma sta sullo sfondo. Se gioco con la bambina sul letto, se siedo sul divano e lei gioca lì accanto in un attimo risento ciò che fu allora. E mi rivolgo a lei come per dirle: ricordi? E per un attimo fatico  a credere che lei non ci fosse. Cosa vuol dire che non c’era? Se sono mai stata incredula per il fatto di non essere stata mentre vivevano mia madre o mio padre non lo ricordo ma conosco bene lo spaesamento che mi prende a verificare il mondo senza questa presenza di figlia. Perché?
Un’altra cosa ancora: sono a volte così umili i momenti con la figlia. Un pomeriggio, alle quattro, si sveglia, ti chiama, stiamo sul letto a giocare, prima sulle braccia poi tra i cuscini mentre parte di te si domanda “e adesso io dove sono, cosa è questo?” E poi la punta della consapevolezza che questo è il tempo, che questa mia vita consumata così in sua presenza lei non la saprà e ricorderà mai eppure resterà come enorme presenza in lei, questa mia umiltà è la sua grotta di Aladino perché questo sarà stato così e ciò le avranno appreso le cose sì ma anche i minuti di me.

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