Da quando c’è la bambina i morti mi
stanno più vicini. È così come nelle fiabe, un coro attorno alla culla, un
omaggio alla nuova grazia. (la curano, la proteggono?)
Da quando c’è la bambina io sento
la loro presenza, la loro attiva
presenza, più e meglio di prima. Per amore suo, per i suoi intrinseci meriti
che sono quelli di tenere daccapo le fila del nostro mondo, di quello che noi,
io e loro trapassati, intrecciammo assieme. Adesso lei è qui e il nostro tempo
assieme ne riceve un’altra grazia, una nuova dimensione in cui ci è dato un
altro incontro.
Questo è credo quel che accade.
Una volta rammemoravo le città
solo nel piacere. Sapevo che stavo per godere, che quel sesso sarebbe stato
bello e vetta, quando arrivava la visione. Può sembrare buffo, mi sono sempre
chiesta come raccontarlo, ma è semplicemente così: vividissimo puro il ricordo
di un momento, di un luogo. Rapita da quel piacere prima che dall’altro, un
segnale che sì andava bene, questo è buon sesso, ora parti. Angoli, luci,
sensazioni di città, frammento del tempo ridonato perfetto.
Ora mi accade anche senza sesso,
in maniera più quieta, il ricordo sensoriale è altrettanto preciso ma sta sullo
sfondo. Se gioco con la bambina sul letto, se siedo sul divano e lei gioca lì
accanto in un attimo risento ciò che fu allora. E mi rivolgo a lei come per
dirle: ricordi? E per un attimo fatico a
credere che lei non ci fosse. Cosa vuol dire che non c’era? Se sono mai stata
incredula per il fatto di non essere stata mentre vivevano mia madre o mio
padre non lo ricordo ma conosco bene lo spaesamento che mi prende a verificare
il mondo senza questa presenza di figlia. Perché?
Un’altra cosa ancora: sono a volte così umili i momenti con la figlia. Un
pomeriggio, alle quattro, si sveglia, ti chiama, stiamo sul letto a giocare,
prima sulle braccia poi tra i cuscini mentre parte di te si domanda “e adesso
io dove sono, cosa è questo?” E poi la punta della consapevolezza che questo è
il tempo, che questa mia vita consumata così in sua presenza lei non la saprà e
ricorderà mai eppure resterà come enorme presenza in lei, questa mia umiltà è
la sua grotta di Aladino perché questo sarà stato così e ciò le avranno appreso
le cose sì ma anche i minuti di me.
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